«Implementare i sistemi informatici relativi ai tributi maggiori (Imu e Tari), ed adottare con urgenza ogni possibile iniziativa finalizzata incrementare il gettito delle entrate minori». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, in un emendamento al Documento unico di programmazione, approvato contestualmente al bilancio di previsione annuale e pluriennale 2017-2019 la scorsa primavera. Parole che misero d'accordo tutta la maggioranza, a cominciare dagli ex dissidenti che si erano opposti, peraltro con successo, al previsto aumento della Tari.
Cosa, però, si sia fatto effettivamente sul fronte dell'incremento delle entrate minori, in particolare affissioni, pubblicità e Tosap, sembra tutto da dimostrare. Anzi secondo il consigliere comunale di maggioranza, Anna Maria Barresi, «l'ennesimo ricorso all'esternalizzazione della gestione di quei tributi è la dimostrazione più palese di quanto quell'atto di indirizzo, da noi approvato in aula, sia stato sconfessato».
A detta dell'ex consigliere della Lista Emiliano, oggi indipendente, non soltanto il Comune di Trani dovrebbe gestire quel tipo di servizio tributario attraverso il personale dei suoi uffici, ma, per farlo con successo, dovrebbe adeguatamente stimolare i dipendenti premiandoli per l'efficacia della loro eventuale azione di contrasto all'evasione, così come sta accadendo al Comune di Bisceglie.
«Nonostante la sottoscritta e molti consiglieri abbiamo più volte manifestato la piena contrarietà ad esternalizzare i tributi minori - scrive Barresi in un'interrogazione -, purtroppo, si continua ad insistere su tale progetto, adducendo molte volte pretestuose giustificazioni come il fatto che lo chieda la Corte dei conti o manchi il personale. Eppure - fa notare la consigliera - il commissario straordinario, con i poteri del consiglio comunale, nel 2015 aveva formalmente approvato di migliorare la struttura dell’Ufficio tributi comunale, proprio per eliminare l’evasione tributaria. Di conseguenza, questa ulteriore esternalizzazione è inutile e dannosa per i cittadini e le casse dell’ente, come ci ricordano i casi San Giorgio, prima, e Tributi Italia, poi».
Quali, allora, le proposte? «Il regolamento dei dehor sarà punto di partenza - è la tesi di Barresi -, perché riorganizzerà finalmente l’intero settore e regolamenterà la Tosap per una riscossione semplice ed immediata. Per i passi carrabili potremmo seguire il modello di Andria dove, in una sola settimana di controlli con i tabulati forniti dall’Ufficio tributi, la Polizia urbana ha risolto il problema degli illeciti e mancati rinnovi, sanzionando e recuperando belle somme per quel comune». Infine, il già evocato caso di Bisceglie, «con le misure incentivanti per il personale addetto al recupero dell'evasione di tutti i tributi comunali, e che si possono attuare - spiega e conclude Barresi - avvalendosi della facoltà di integrare le risorse destinate alla contrattazione decentrata».

