L'esperienza di tutti i giorni, foto che documentano un fenomeno consolidato da anni e, persino, un video che attesta in maniera inconfutabile il passaggio di una somma di denaro dalla mano di una automobilista a quella di una parcheggiatrice abusiva. Il fenomeno dei posteggiatori in nero, tra Palazzo di giustizia, cattedrale e castello svevo, si conferma e rafforza giorno dopo giorno senza che si ponga un concreto rimedio da parte di chicchessia. I parcheggiatori abusivi hanno ripreso la loro offensiva organizzando un servizio extra rispetto al parcheggio a pagamento delimitato da strisce blu.
FILA DOPPIA, DISAGI MULTIPLI
Infatti, dopo che le vetture hanno riempito tutti gli stalli disponibili, loro fanno affiancare altri veicoli a quelli già parcheggiati e, molto spesso, creano una doppia fila con ulteriori macchine, dai cui proprietari ottengono somme in denaro.Così, gli spazi di transito si riducono sempre più, il caos aumenta ed i disagi si moltiplicano in misura esponenziale. Tanto per citarne uno, gli automobilisti che hanno regolarmente pagato il grattino, oppure hanno scalato una somma dal credito del parcheggio tramite applicazioni sugli smartphone, spesso si vedono bloccati da vetture parcheggiate alle loro spalle grazie all'attività degli abusivi. E sono costretti ad attendere e perdere tempo prezioso, trattandosi spesso di professionisti che devono fare la corsa con l'orologio.
TELECAMERE ED AUSILIARI? NON BASTANO
Ci sono telecamere della Polizia locale, che inquadrano la zona 24 ore su 24, e ci sarebbero anche gli ausiliari del traffico di Amet, gestore del parcheggio a pagamento. Ma loro non hanno poteri di sanzionamento diretto, né di polizia giudiziari: possono solo segnalare le anomalie, come quasi sempre fanno, a Polizia locale e/o forze dell'ordine. E neanche possono essere sempre presenti sul luogo, soprattutto dopo che lo stesso si è riempito di auto al limite della capienza: quando ciò accade, i controlli si sostano, inevitabilmente, nelle altre zone del servizio a pagamento. A maggior ragione, piazza Re Manfredi diventa zona di esclusiva competenza degli abusivi, e più volte il fenomeno è stato denunciato a vario titolo da automobilisti che non accettano l'imposizione di un pizzo, da soggetti portatori di interessi collettivi, organi di informazione e chi più ne ha, più ne metta. In realtà, la presenza di soggetti che richiedono somme di denaro, senza averne titolo, è una costante sempre più affermata e ricorrente da quelle parti.
LO STERRATO MAI SISTEMATO
Addirittura, l'ampio sterrato adiacente Palazzo Carcano già dal 2012 si savrebbe dovuto convertire in parcheggio a pagamento, ma il Comune non ha mai proceduto neanche a bitrumarlo. Lo stesso dicasi per largo don Angelo Pastore, tra molo Santa Lucia e porta Vassalla, dove le strisce blu, sempre da 2012, hanno cessato la loro efficacia in quanto area senza concessione demaniale in favore del Comune di Trani: lì, pertanto, è ancora più consueto versare un "obolo" a questo o quel soggetto. Peraltro, raramente questi episodi sono sfociati in momenti di tensione tra automobilisti e parcheggiatori, ma questo, paradossalmente è forse il segno più significativo ed inquietante dell'assuefazione al fenomeno da parte di chi, più o meno consapevolmente, rilascia una somma in denaro pur di non avere alcun problema, o perché è così impegnato nelle sue occupazioni che non sarà certo il fastidio di un parcheggiatore abusivo a cambiargli la giornata.
IL PIANO DEI DESIDERI
Alla luce di questa tendenza consolidata si renderebbe quanto mai inderogabile un nuovo e ben strutturato piano del traffico e dei parcheggi che consentirebbe anche, secondo quanto più volte affermato dalle amministrazioni comunali uscente ed in carica, di prendere in considerazione l'ipotesi di ristrutturare il parcheggio interrato di piazza XX Settembre. Nel frattempo, però, nulla sembra muoversi all'orizzonte e, per gli abusivi, sono sempre affari e sogni d'oro.




