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Estorsioni, il 5 dicembre rito abbreviato a Bari per undici imputati: fra loro, anche un «omissis». Il Comune di Trani è parte civile

C'è anche un «omissis» fra gli imputati del rito abbreviato che, il prossimo 5 dicembre, si terrà innanzi al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Rosa Anna Depalo, con riferimento ai soggetti accusati del reato estorsione in concorso con l'aggravante del metodo ed altri capi di accusa. Le estorsioni, una consumata e le altre tentate, riguardarono attività della ristorazione, imprenditoriali, del settore immobiliare e lapideo.

L'imputato misterioso risulta come ottavo di un elenco che inizia con il nome dell'indiscusso capo della banda, Vito Corda 39 anni, pluripregiudicato, collaboratore di giustizia, domiciliato presso il Servizio centrale di protezione e detenuto presso il carcere di Ariano Irpino.

Questo l'elenco degli altri imputati e, tra parentesi, le relative città di detenzione: Giuseppe Corda, fratello di Vito (Larino); Michele Di Feo attualmente sottoposto agli arresti domiciliari; Ilir Gishti, albanese residente a Trani (Lecce); Nicola Pecorella (Melfi); Pasquale Pecorella (Montorio, in provincia di Verona); Nicola Petrilli (Trani); Pasquale Pignataro (Foggia); Armando Presta (Taranto); Michele Regano (Trani). L'omissis è l'unico soggetto a piede libero.

L'altro giorno, presso il Tribunale di Trani, si è tenuta la prima udienza del processo con giudizio ordinario a carico di Domenico Pignataro, l'unico soggetto per il quale, dal decreto di giudizio immediato, si è passati al rito ordinario. Tutti gli altri hanno optato per l'abbreviato, che avrà luogo a Bari il prossimo 5 dicembre, con l'eccezione di Michele Regano, che ha chiesto il condizionato e potrà, alla luce della documentazione probatoria richiesta dai suoi difensori, Claudio Papagno e Francesco Di Marzio, essere giudicato con il rito ordinario, ovvero anche lui con l'abbreviato.

Sono ben 17 le parti offese, una sola delle quali, il Comune di Trani, si è costituito parte civile. «I reati contestati, con l'aggravante del metodo mafioso - scrive il sindaco, Amedeo Bottaro -, hanno determinato un danno sia di natura patrimoniale, sia morale, sia di immagine per l'ente, come pure per tutta la comunità tranese, meritando ampia tutela risarcitoria». 

Le altre sedici parti offese sono imprenditori e cittadini a vario titolo oggetto delle estorsioni.


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