A breve, nelle case dei cittadini tranesi utenti di Amet, le fatture dell'energia elettrica arriveranno con un nome e logo diversi: «Servizio elettrico Trani». Nessuno si spaventi, però: non c'è stato alcun raggiro; non vi è stato alcun truffaldino passaggio ad altro fornitore; soprattutto, non vi sarà alcun aumento.
Molto semplicemente, invece, Amet, ex municipalizzata dell'energia elettrica, ha separato la distribuzione dalla vendita rispettando un obbligo di legge e formando, così, due distinti soggetti: il primo, «Distribuzione reti Trani», diffonderà l'energia elettrica nel territorio comunale; il secondo, il già citato «Set», la venderà al mercato tutelato.
Amet, tuttavia, non solo non scompare in quanto società per azioni interamente posseduta e partecipata dal Comune di Trani, ma si prepara piuttosto ad entrare nel mercato libero, per vendere non solo energia elettrica, con la sua storica denominazione, e anche in questo caso, però un «brand» nuovo nel solco del lavoro già avviato con i primi due loghi dalla consulente scelta per l'occasione, Gabriella Carofiglio.
«OBBLIGATI DALL'AUTORITÀ»
Questo, e molto altro hanno illustrato il presidente del Consiglio di amministrazione, Antonio Mazzilli, l'amministratore delegato, Marcello Danisi, ed il terzo consigliere del Cda, Angela Ventura. «L'autorità imponeva alle aziende come Amet - spiega Mazzilli - di operare una separazione funzionale fra la distribuzione delle reti e la vendita al mercato tutelato. Quindi, ci siamo visti costretti a dividere le due unità, istituendo così queste due divisioni, ma sempre sotto la casa madre Amet. Distribuzione reti Trani si occuperà degli impianti e rapporto con i trader, Servizio elettrico Trani sarà l'azienda che i cittadini si ritroveranno in casa con le prossime fatture. Il Cda ed il Comune hanno invece deciso di riservare denominazione e logo Amet per quella che sarà la nuova società del mercato libero, in quanto la stessa autorità impone che il brand sia utilizzato unicamente per una funzione».
IL NODO DEI DIPENDENTI
L'istituzione delle due divisioni, in ogni caso, non solo non cancella, ma paradossalmente accresce uno dei problemi strutturali maggiori di Amet, vale a dire la carenza di personale. «Già abbiamo pochi dipendenti - ammette l'Ad Danisi -, ma molti svolgevano entrambe le funzioni. Adesso, invece, tutti devono lavorare in maniera separata e quindi, inevitabilmente, andremo incontro ad una carenza strutturale del personale che si occuperà delle due attività. Come risolverla? Preliminarmente nell'ambito aziendale con le risorse disponibili, anche perché la normativa è abbastanza restrittiva sulle nuove assunzioni. Poi procederemo a passi graduali, anche perché andiamo incontro anche all'ingresso nel mercato libero, al nuovo bando sul trasporto pubblico locale e a molte altre cose da sistemare».
LA GENESI DEI LOGHI
Le bollette targate «Sistema elettrico Trani» arriveranno nelle case dei cittadini tranesi già con la prossima fatturazione, quindi entro fine anno, mentre Drt è già operativa dallo scorso 10 agosto. I due nuovi loghi, che si presentano all'insegna della massima sobrietà, particolarmente quello di Set, sono il frutto di un mix fra intuizione grafica e memoria storica: «Come per tutti i lavori - illustra la dottoressa Carofiglio - la prima cosa è stata buttare qualsiasi tipo di idea che relativa alla gli obiettivi dell'azienda. Fatti questi schizzi, si è facilmente trovata la strada giusta da seguire. Per il logo di Servizio elettrico Trani la cosa più semplice che mi era venuta era una lampadina stilizzata, lo schizzo è stato velocissimo ed altrettanto velocemente è piaciuto. Per Distribuzione reti Trani ci siamo accordati cercando di riutilizzare in parte il vecchio logo aziendale, unendovi alcuni elementi come quelle le onde elettromagnetiche ed un lampo al posto della barra della lettera "A", cercando di adattare tutto questo ad un lavoro che avevo già fatto».





