Un problema giudiziario che può diventare anche, e soprattutto, politico. Molto probabilmente ogni decisione oggi apparirebbe prematura, ma alcune riflessioni si sono già innescate. Infatti, c'è anche l'attuale Amministratore unico di Amiu, Alessandro Guadagnuolo, fra gli imputati che, il prossimo 31 gennaio, dovranno comparire davanti al Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Trani, in merito alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dall'ex sostituto procuratore della Repubblica, Antonio Savasta, nei confronti di quattro persone in merito all'inchiesta sulla mancata realizzazione della condotta sottomarina al servizio dell'impianto di depurazione del Comune di Trani. La prima udienza preliminare, che era stata fissata lo scorso 27 settembre, è slittata per difetti di notifica.
I PRIMI TRE INDAGATI
Il procedimento giudiziario riguardava inizialmente tre indagati: Daniella Piola, socia della Sacramati costruzioni, impresa esecutrice dei lavori; Graziano Falappa, direttore dei lavori e contabilizzatore; Roberto Sacramati, amministratore unico pro tempore della Sacramati costruzioni. A Piola e Falappa si contesta, in concorso, l'inadempimento nei contratti di pubbliche forniture, per avere eseguito i lavori della condotta sottomarina in difformità rispetto al progetto esecutivo e, in particolare, per avere realizzato la condotta per una lunghezza di 1400 metri fuori del fondale marino e, quindi difformemente rispetto alle previsioni progettuali e contrattuali. A Falappa, inoltre viene contestata l'omissione d'atti d'ufficio per avere, nella qualità di direttore dei lavori, favorito consapevolmente l'illecita attività fraudolenta della Sacramati e, in particolare, non esercitando le attività di controllo e sanzionatorie previste. A Roberto Sacramati viene contestata, invece, l'indebita percezione di erogazioni in danno dell'ente pubblico, poiché avrebbe procurato un indebito vantaggio patrimoniale all'impresa esecutrice dei lavori nella misura di 660.000 euro, comprensivi di rivalutazione ed interessi.
IL SUCCESSIVO COIVOLGIMENTO DI GUADAGNUOLO
La figura di Alessandro Guadagnuolo subentra in una seconda fase dell'inchiesta, quando il titolare del fascicolo acquisisce ulteriori elementi di informativa dal Nucleo di polizia giudiziaria della Capitaneria di porto di Bari e la Procura ipotizza, a suo carico, il reato di truffa. Il professionista era stato nominato consulente del Comune di Trani, il 6 dicembre 2012, per la redazione di appositi atti tecnici necessari per la soluzione delle problematiche connesse alla mancata esecuzione dei lavori della condotta. Obiettivo ed impegno, verificare l'attuabilità delle progettazioni avviate in virtù della consistenza delle opere eseguite ed in relazione agli intervenuti adeguamenti normativi, per valutare decisioni utili a favorire il completamento delle stesse. Secondo l'accusa, invece, Guadagnuolo non avrebbe redatto alcun atto, percependo illecitamente, dal Comune, un compenso di 11.000 euro. A sostegno di questa ricostruzione del pubblico ministero, una doppia consulenza tecnica dell'ingegner Francesco Baldini, redatta nel 2015 ed integrata nel 2016, nonché le informative di reato della Capitaneria di porto di Bari.
LA COSTITUZIONE PARTE CIVILE
Le persone offese dal reato sono il Ministero dell'Ambiente e il Comune di Trani, che si è già regolarmente costituito nell'eventuale giudizio affidando l'incarico di rappresentarlo all'avvocato Vitantonio Dipace. E la circostanza del Comune parte civile apre, a questo punto, un problema di opportunità, se non incompatibilità, proprio relativa al rapporto tra Palazzo di città e l'ingegner Guadagnuolo, che riveste la carica di legale rappresentante di Amiu, ex municipalizzata dell'igiene urbana, società per azioni interamente posseduta e partecipata dal Comune di Trani. Infatti, qualora dovesse disporsene il rinvio a giudizio, il Comune di Trani risulterebbe costituito parte civile anche contro una persona che, in questo momento, è espressione fiduciaria dello stesso sindaco pro tempore costituito nel giudizio.
TRA INCOMPATIBILITÀ ED OPPORTUNITÀ
La circostanza, a prescindere del fatto se sia contemplata, o meno, fra i casi di incompatibilità previsti dalla recente Legge Severino, che regola i conflitti di interesse nelle pubbliche amministrazioni, apre inevitabilmente delle riflessioni . L'attività svolta da Guadagnuolo in merito alla condotta sottomarina riguarda un periodo storico precedente a quello della sua nomina in Amiu e circostanze del tutto differenti rispetto all'incarico che svolge al vertice dell'azienda dell'igiene urbana, ma il problema non si può del tutto ignorare e, poiché il Comune si è già costituito, a questo punto le considerazioni del caso sarebbero in seno al professionista: dimettersi dall'incarico in Amiu, ovvero attendere l'esito dell'udienza preliminare che potrebbe, anche, determinare il suo proscioglimento da ogni accusa?


