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Ex vigili, il Tribunale del lavoro non li stabilizza ma ne ordina il risarcimento: Comune di Trani condannato a pagare almeno 150mila euro

Una somma di 105.000 euro, soltanto calcolando le mensilità da versare. A questo importo, tuttavia, vanno aggiunti gli oneri accessori e le spese legali.

Il Comune di Trani, pertanto, potrebbe pagare, a titolo di risarcimento per l'interruzione del rapporto di lavoro a tempo determinato con dieci ex agenti di Polizia locale, non meno di 150.000 euro. È l'effetto di due sentenze del Tribunale del lavoro di Trani, succedutesi nel giro di pochi giorni.  

LE DUE SENTENZE

La prima, emanata il 28 settembre scorso dal giudice Massimo Brudaglio, ha riguardato il ricorso di sei ex vigili, che chiedevano la conversione del loro rapporto di lavoro da tempo determinato ad indeterminato, avendo maturato ben più di 36 mesi lavorativi, a loro dire senza soluzione di continuità. Il magistrato ha invece disposto il risarcimento per due, accordando rispettivamente quattro e cinque mensilità, mentre per gli altri quattro si sono registrati rinvii per motivazioni di diverso tipo. Nella successiva sentenza del 5 ottobre, emanata dal giudice Floriana Dibenedetto, s'è arrivati a risarcire otto ex agenti, tutti nella misura di nove mensilità. Il loro legale aveva chiesto direttamente il risarcimento e non la conversione del posto di lavoro.

IL SOLCO DELLA CASSAZIONE

Peraltro, in un caso e nell'altro, la stabilizzazione avrebbe rappresentato un traguardo impossibile da raggiungere, in considerazione di una recente sentenza della Cassazione, del 15 marzo 2016. Infatti, la Suprema corte ribadisce «il divieto di conversione del rapporto di lavoro nel pubblico impiego, nel caso di reiterazione abusiva del contratto a termine, ritenendo che in tal caso debba essere risarcito il danno prodotto al lavoratore, che può essere inteso quale danno da perdita di chance, ovvero quale danno da perdita di una migliore occupazione». Circa i criteri per la determinazione dell'entità del risarcimento di tale danno, la Cassazione ha escluso l'applicabilità delle norme in materia di licenziamento illegittimo, «perché in quel caso - si legge in quella sentenza - il danno è derivante dalla illegittima interruzione del rapporto di lavoro, mentre nel caso in questione non vi è stato un licenziamento, in quanto il posto di lavoro a tempo indeterminato non è mai stato ottenuto dal lavoratore».

L'ORIENTAMENTO DEI GIUDICI

Di conseguenza il giudice del lavoro, uniformandosi all'orientamento della Cassazione, ha ritenuto di utilizzare, quale parametro per il risarcimento, «quello previsto per legge secondo cui si condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità risarcitoria onnicomprensiva, nella misura fra un minimo di 2 e un massimo di 12 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto». Nel caso degli ex agenti a tempo determinato di Trani, si è scelta una misura quasi in tutte le circostanze pari a nove mensilità e così il Comune di Trani si appresta, probabilmente, a riconoscere un debito fuori bilancio particolarmente consistente, sebbene abbia sempre un fondo rischi per i contenziosi legali abbastanza capiente.


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