La vicenda che ha condotto gli ex vigili davanti al giudice del lavoro era nata dopo che, il 31 dicembre 2013, l'amministrazione comunale dell'allora sindaco Luigi Riserbato aveva ritenuto di non rinnovare i contratti a tempo determinato con un numero complessivo di sedici agenti.
Queste persone avevano lavorato per lungo tempo, anche fino a dieci anni, nella Polizia locale di Trani, di fatto svolgendo mansioni pari a quelle dei colleghi a tempo indeterminato.
Nonostante gli apparenti tentativi sia di quella, sia della successiva amministrazione comunale per valutare l'eventualità di integrare la pianta organica servendosi di quelle unità lavorative, tanto da indurre il Tribunale del lavoro più volte a rimandare le sentenze nella attesa di determinazioni, l'inerzia della pubblica amministrazione è stata un dato di fatto.
Non sono mancati gli incontri tra i legali dei vigili e quelli del Comune per ipotizzare, ma solo ipotizzare, qualche soluzione. Alla fine il giudice ha rotto gli indugi e determinato i provvedimenti risarcitori che probabilmente non ripagheranno più di tanto gli interessati per le amarezze subite, ma almeno offriranno loro un parziale ristoro.
