“Il centro per l’impiego entra nel carcere”. Potrebbe essere così riassunto l’obiettivo prefissato dalla firma del Protocollo di Intesa tra Ministero della Giustizia, Regione Puglia e Provincia Bat per l’avvio, in forma sperimentale, di una pluralità di servizi nei confronti di detenuti ed internati per la fruizione di misure di politica attiva del lavoro.
Lo ha spiegato l’assessore all'istruzione, alla formazione e al lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo: «Regione, Provincia e istituti penitenziari cercheranno di portare il centro per l’impiego nelle carceri per prendere in carico i detenuti, quindi comprendendo quali sono le attitudini, le attività di formazione. È importantissimo però che ci sia un accordo con le imprese».
Il Presidente dalla Bat, Nicola Giorgino, ha detto: «Il percorso è iniziato da tempo, si conclude oggi con questo Protocollo. Occorre porre in essere delle politiche che favoriscano il reinserimento dei detenuti nella società con attività di orientamento e integrazione. Non ha eguali in Italia questo progetto, se non a Milano e credo anche a Napoli».
Il carcere di Trani, insomma, si conferma “palestra di reinserimento”, come ha detto la direttrice, Bruna Piarulli: «Il valore aggiunto di questo protocollo è far sì che il carcere non sia solo restrizione di detenuti ma opportunità, in primis del lavoro, sia all’esterno che all’interno del carcere, e di formazione. Gli obiettivi sono la prevenzione della recidiva e il raggiungimento della legalità».
Era presente il Provveditore dell'amministrazione penitenziaria di Puglia e Basilicata Carmelo Cantone: «In Puglia come nel resto d’Italia è importante il reinserimento lavorativo dei detenuti, che deve partire dalle competenze, per poi investire su una formazione mirata, rispondendo alle esigenze del mercato».









