Potrebbero essere oli minerali quelli che stanno bruciando sotto la crosta di superficie della cava di contrada Monachelle. Lo si è appreso informalmente da fonti vicine all'Arpa, che sta per rilasciare i primi rapporti ufficiali in merito ai rilievi effettuati nei giorni scorsi insieme con i carabinieri del Nucleo operativo ecologico.
In altre parole, in quella cava potrebbero essere stati stoccati oli esausti, del tipo di quelli che una volta erano presenti al molo Santa Lucia, e che nel momento in cui hanno preso fuoco potrebbero rappresentare un effettivo rischio per la salute pubblica.
È questo il motivo per cui il Comune di Trani, che sta seguendo con la massima attenzione l'evolversi della situazione, avrebbe già chiesto alla Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo per il momento contro ignoti, di cui è titolare il sostituto procuratore Simona Merra, di procedere quanto prima ad un'opera di soffocamento dei fumi, con un conferimento di terreno utile a chiudere tutte le fonti di penetrazione dell'ossigeno e, quindi, allo spegnimento dei roghi. Successivamente si opererebbe un carotaggio per l'esatta caratterizzazione del sito e le successive operazioni da intraprendersi.
A seguire gli sviluppi della situazione è l'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio, ma anche il sindaco, Amedeo Bottaro, ribadisce che «l'attenzione sui fumi che fuoriescono dalla cava in contrada Monachelle è massima. A distanza di poche settimane ho di nuovo scritto alle autorità preposte per conoscere lo stato delle attività intraprese. Continueremo a sollecitare ogni azione utile per tutelare la salute pubblica».





