«Sono abituato a stare da solo, questo poco spirito di collaborazione all’interno di questa amministrazione non mi spaventa». Così Domenico Briguglio ha aperto ieri un incontro con cittadini e stampa per fare il punto sulla situazione cittadina, certo non delle migliori, anche a paragone con le città vicine. Erano presenti, tra i suoi colleghi, Barresi, Tommaso Laurora, Cirillo, Lops e Di Tondo.
«Sono un uomo libero e leale: ho cambiato tanti partiti e tanti ne cambierò perché sono un uomo libero». L’obiettivo del consigliere comunale è entrare, con un suo assessore, all’interno dell’Ufficio tecnico comunale, «per prendere in mano la situazione. Avremmo dovuto smantellare l’Utc per la sua inefficienza. Invece, oggi abbiamo dirigenti che non vogliono fare nulla e 450 pratiche inevase. Sapete quanto lavoro può venire fuori da queste pratiche inevase? Io non avrei paura di gridare ai dipendenti comunali e ai dirigenti».
Il nome che Briguglio vorrebbe proporre dovrebbe essere quello di Giovanni Tondolo, dell’Ufficio staff del sindaco, all'Urbanistica, assessorato per il momento ancora in capo a Bottaro. Il consigliere non conferma e non smentisce ai cronisti che glielo chiedono, ma aggiunge: «Potrebbe anche essere. È una persona che pare abbia fatto bene nella sua città, è fuori dai giochi e dalle logiche di partito».
«Io pretendo l’assessorato – ha detto Briguglio -. Sono stato sempre leale e vicino al vincitore quando ho perso, portandolo al successo, ma anziché essere gratificato per questo si è pensato di fare una giunta tecnica.Questo non è ricatto politico ma una voglia di fare da parte mia, perché in questa città ormai chiunque può fare quello che vuole». E gli assessori, secondo il capogruppo consiliare di Centro democratico, non sono vicini alle istanze dei cittadini così come invece i democraticamente eletti consiglieri, la vera voce del popolo. Se non avrà un proprio rappresentante in giunta, ci sarà una vera e propria battaglia e «sarà chiamato anche il Prefetto, per esempio per sostituire i Revisori dei conti, che in consiglio comunale non vengono mai».
Secondo il consigliere comunale, particolarmente veemente nel suo discorso, «il sindaco ha dimenticato l'indirizzo e il controllo della città, una città allo sbando. Ma sono anche molto arrabbiato con i cittadini, elettori che si muovono quando ci sono le elezioni, o per interessi personali o perché si vendono per un cappuccino e una brioche. Io non vado nelle commissioni perché non voglio che si spendano i soldi per una commissione dalla quali non esce un atto».
Briguglio valuta, insomma, negativamente, l’operato di questa amministrazione. Ed è ancora rimasto bianco quel foglio che ha consegnato qualche mese fa al presidente del consiglio comunale, firmandolo, chiedendo le dimissioni dei colleghi: «È rimasta solo la mia firma. Speravo che in quella seduta i consiglieri firmassero, e invece tutti hanno girato le spalle. Io continuerò questo percorso perché sono un politico libero e continuerò ad essere dalla parte della gente, come sempre».







