«Ai giovani ed a tutti i cittadini di Trani dico di non abbassare la testa e non chiudersi nel silenzio e nel muro dell'omertà. Cercate di aiutarvi tra voi e fatelo soprattutto per Trani, una città bella e ricca di storia e cultura: riprendetevi la vostra città e non lasciatela nelle mani delle mafie e della criminalità organizzata». Così Giuseppe Fazio, papà di Michele, il ragazzo che, quel tragico 12 luglio 2001, fu ucciso per sbaglio nel centro storico di Bari da un proiettile vagante durante una sparatoria.
Michele aveva 15, anni gli stessi del ragazzo che due anni fa, nel centro storico di Trani, accoltellò a morte un contendente durante una rissa nel cuore della movida. Biagio Zanni morì per le ferite riportate per mano di un adolescente che ha persino ammesso l'omicidio ed è stato condannato a 10 anni con il rito abbreviato. Michele Fazio ebbe la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato, ma oggi sembra che tanti adolescenti cerchino e trovino una violenza sempre più efferata anche al costo di togliere la vita ad altre persone.
Il grido d'allarme di Fazio è risuonato nel corso di una giornata interamente dedicata alla cultura della legalità presso l'aula magna del Liceo, classico linguistico e delle scienze umane Francesco De Sanctis. «Schegge di memoria» è il titolo della manifestazione dedicata al ricordo di quella tragedia, ma anche dell'assassinio di Giovanni Falcone attraverso la testimonianza del suo autista scampato al tritolo, Giuseppe Costanza.


