Ossigeno per lo stadio, rianimazione per il palazzetto. Una somma di 3.300 euro sarà destinata al campo di calcio, grazie ad una determinazione dirigenziale che ha consentito una serie di variazioni compensative tra capitoli di spesa appartenenti agli stessi macroaggregati del servizio sport.
In altre parole, il dirigente dell'Area finanziaria facente funzioni, Carlo Casalino, ha sottratto fondi per servizi che non sarebbero stati più erogati, rastrellando così una somma necessaria alla manutenzione ordinaria dello stadio comunale.
In particolare, per arrivare alla 3.300 euro, si è rinunciato a prestazioni di servizi nel settore ricreativo (2.000 euro), spese postali e telegrafiche per il settore sportivo (1.000 euro), acquisto di beni per la manutenzione ordinaria di immobili (200 euro), stampati e cancelleria per (100 euro).
Con questa somma, molto probabilmente il Comune di Trani mette un altro tassello per ottenere, entro il mese di novembre, la conferma dell' agibilità dello stadio comunale e, di conseguenza, il Trani maschile e quello femminile potranno continuare a svolgere le loro partite casalinghe in via Superga, senza il rischio di emigrare altrove.
A fronte di somme rastrellate per lo stadio comunale, il palazzetto dello sport Tommaso Assi è sempre più in difficoltà. Alla fine dell'ultima gara casalinga della Juve Trani, i direttori di gara hanno ammonito la società per avere fatto la doccia fredda.
Il problema è noto da tempo: vi è una perdita consistente lungo l'impianto che conduce dalla centrale termica, situata dalla parte opposta della palestra, agli spogliatoi, e la riparazione richiede fondi ingenti che, allo stato, non sono disponibili.
Ad accertarlo è stata una ditta specializzata, che per le sole indagini relative al malfunzionamento, è stata nel frattempo liquidata con quasi 1500 euro.

