È una mera progettualità, di ufficiale non c'è ancora nulla, ma tanto è bastato per determinare l’immediato intervento del coordinamento sindacale penitenziario del Cosp, che ha chiesto chiarimenti alla direzione amministrativa.
Secondo il sindacato, «sarebbe imminente la chiusura definitiva del carcere femminile di Trani - fa sapere il segretario generale, Mimmo Mastrulli -, antica struttura di piazza Plebiscito che fu prima un monastero dei Benedettini, successivamente dei Domenicani e, dal 1860, casa di reclusione. La soppressione del complesso detentivo, di cui ancora non conosciamo tempi e modalità di attuazione, comporterebbe il conseguente trasferimento di una trentina di detenute e cinquanta unità lavorative, fra agenti di polizia penitenziaria ed altre figure professionali del comparto».
Il Cosp lamenta «la mancanza di comunicazioni ufficiali, oltre la mancata convocazione delle organizzazioni sindacali in relazione alle modalità di trasferimento delle recluse e del personale. Operazione che dovrebbe avvenire in una sezione distaccata del carcere maschile di Trani. Nel penitenziario tranese - fa sapere Mastrulli - sono ancora in corso i lavori di ristrutturazione della ex caserma Genchi, presso cui dovrebbe essere trasferita la sezione femminile. Ma noi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione in merito alle procedure di trasferimento e modalità di dismissione della sezione femminile nell’ex convento, circostanza che preoccupa il personale, che potrebbe vedersi catapultato in altre sedi».
La sezione femminile di Trani ha una capienza complessiva di 42 posti, ma da anni, ormai, ve ne sono poco più della metà: l'ultima rilevazione ufficiale della Corte d'appello, aggiornata al 30 giugno 2016, parlava di 27 detenute, di cui 3 imputate e 24 definitive.

