Si chiama «Fontana dell'amore» e sorgerà in piazza della Repubblica, quale monumento dedicato ai donatori di sangue. A donarlo a sua volta alla città è la sezione di Trani dell'Avis, che ha proposto all'amministrazione comunale, ovviamente con successo, di collocare una stele «quale segno concreto della riconoscenza nei confronti di tutti i cittadini volontari e donatori».
La stele, dell'altezza di circa 2 metri e 20 centimetri, si compone di una base in pietra di Trani che sorregge una fusione in ferro smaltato, color rame e ottone, a forma di goccia, resa tridimensionale grazie a un gioco di tagli e pieghe sulle quali e previsto che scorre un rivolo d'acqua. Il progetto della stele è stato selezionato in seguito ad un concorso di idee, organizzato dalla stessa associazione, svoltosi presso l'Istituto d'arte di Corato.
Lo scorso primo marzo l'Avis aveva chiesto al Comune di collocare la stelle nell'aiuola di piazza della Repubblica compresa fra il prolungamento di via Aldo Moro e via delle Crociate. In alternativa, in quella sita poco più avanti, in cui ha già sede un orologio su parallelepipedo. L'occasione per l'erezione della stele è il cinquantesimo anniversario della costituzione della sezione cittadina dell'Avis, intitolata ad Angelo Menga, da celebrarsi nel secondo semestre dell'anno in corso.
«L'Avis svolge ormai da anni, sul territorio comunale - si legge nel relativo atto d'indirizzo della giunta -, una riconosciuta e meritoria azione di volontariato non solo nel campo della donazione del sangue, ma anche in altri ambiti di solidarietà ed assistenza sociale. La stele - aggiunge l'esecutivo - andrebbe ad arricchire l'arredo urbano cittadino senza alcun costo a carico delle finanze comunali».
Il governo cittadino, nell'approvare la proposta, ha dato mandato al competente dirigente di realizzare tutte le necessarie attività gestionali affinché il Comune accetti la donazione della Fontana dell'amore e predisponga ogni iniziativa utile al suo posizionamento, condividendo la proposta prioritaria riguardante il prolungamento di via Aldo Moro, ritenuto «il luogo maggiormente idoneo per fare risaltare il rilievo artistico della stele».
