I detenuti sono tutti raggruppati e hanno negli occhi la gioia della speranza, della novità, della svolta di vita che può sempre esserci grazie alla Fede e alla devozione che dimostrano.
Anche nel Vangelo si legge: “Ero carcerato e mi avete visitato”. Queste parole sono state dette da Gesù, che paragona se stesso ad un qualsiasi uomo della Terra bisognoso di amore, cura, di una svolta nella vita, proprio come i detenuti che hanno ricevuto la visita, qualche giorno fa, del parroco della Madonna di Fatima e di un gruppo di parrocchiani e collaboratori del padre rogazionista.
Un incontro avvenuto nel carcere maschile, alla presenza della direttrice Angela Anna Bruna Piarulli e del comandante della Polizia penitenziaria Vincenzo Paccione. La statua della Madonna di Fatima era lì a testimoniare che l’occasione è propizia per ricordare attraverso la preghiera e la riflessione, anche in questa circostanza particolare, il Centenario delle Apparizioni di Fatima, che formalmente si è concluso il 13 ottobre scorso, ma potrebbe riservare ancora qualche sorpresa ed una solenne chiusura con i fedeli nelle prossime settimane.
Intanto è arrivato questo nuovo appuntamento. Il parroco padre Carlo ha donato ai carcerati coroncine di rosari e statuine della Madonna; doni graditi, accettati a mani e cuori aperti. Perché oltre alla preghiera e alla riflessione, non sono mancati dialoghi e intimi pensieri sulla propria vita, sul proprio cammino, sulla consapevolezza di aver sbagliato e di essere pronti a riparare e ricominciare in una quotidianità fatta di normalità, di lavoro, di famiglia. C’è chi racconta le proprie “croci”: un detenuto parla della propria consorte da poco deceduta per un ictus e chiede la celebrazione di una messa per lei. Momenti toccanti, di vita vera, vita vissuta tra dolore e redenzione, tra cadute e risalite, tra ricerca di punti di riferimento, isole di salvezza: ed una di queste, potrebbe essere proprio l’incontro con padre Carlo ed i parrocchiani della Madonna di Fatima, uniti ancora una volta e dediti al Prossimo, nel nome delle Apparizioni, a loro volta portatrici di salvezza, attraverso i messaggi rilasciati dalla Vergine Maria ai tre Pastorelli, quindi all’umanità tutta. Oggi, un’analoga visita si terrà presso il carcere femminile.




