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Anagrafe comunale delle cave di Trani, le consigliere del Movimento 5 stelle: «Dopo 15 anni, che si è fatto?»

Negli ultimi tre anni sono venute alla luce ben due cave fumanti, situazioni di gravissimo inquinamento ambientale, delle quali i cittadini si sono accorti prima sentendone l’odore e poi dalla cronaca di siti web e giornali. Se pensiamo che gli allarmi siano stati lanciati solo dove e quando si siano verificati incendi che hanno reso evidente la condizione dei luoghi, si comprende che ci si trova di fronte ad una emergenza di proporzioni gigantesche.

A questo si aggiungono elementi processuali e inchieste in Commissione parlamentare antimafia che riportano alla mente le nefandezze compiute dalla mafia locale, capeggiata da Annacondia, a danno dei tranesi negli anni '80. Questo quadro avrebbe meritato una risposta molto più forte da parte delle istituzioni comunali e regionali, comprendendo la responsabilità dei funzionari pubblici e di quei partiti che hanno governato con i loro eletti questo territorio da allora.

C’è un’ordinanza sindacale, la n° 233 del novembre 2002 (novembre duemiladue!) che rilevava una situazione di potenziale pericolo per lo stato in cui versavano le cave nell'agro di Trani, ritenendo possibile che vi venissero esercitate attività illecite e pericolose, come ad esempio lo smaltimento abusivo di rifiuti, fanghi e rifiuti pericolosi vari di qualsiasi origine, e per questo istituiva presso l'Ufficio tecnico comunale l'Anagrafe comunale delle cave.

In teoria questa anagrafe avrebbe dovuto essere costruita con le autodenunce dei proprietari dei suoli e con l'attività di controllo da parte della Polizia municipale, il tutto coordinato dal responsabile del procedimento, l'Ingegner Affatato. A firmare l’ordinanza fu il sindaco Avantario, che di lì a pochi mesi sarebbe stato sostituito (per 8 anni) dal sindaco Tarantini. L’Anagrafe comunale delle cave deve costituire il punto di partenza per un'azione di attenta verifica e successivamente di azione coordinata da parte di tutti gli enti preposti, Regione Puglia in testa.

Abbiamo chiesto quindi di visionare tutta la documentazione relativa all'Anagrafe comunale delle cave presenti sul territorio comunale: la documentazione relativa al suo avvio, alle attività svolte per la stessa e ai funzionari che le hanno poste in essere, compreso l'elenco dettagliato con indicazione dei proprietari e dello stato dei luoghi.

Considerata la situazione emergenziale che impone a noi tutti tempi rapidi e risposte efficaci, chiediamo e ci auguriamo che la nostra richiesta, a vantaggio dei cittadini tranesi, sia evasa il più presto possibile, possibilmente molto prima che scadano i termini di legge.

È per questo che abbiamo inviato copia della richiesta alla Procura della Repubblica.

Sono trascorsi 15 anni, cosa si è fatto?

Portavoce M5S Trani - Antonella Papagni e Luisa Di Lernia


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