Se la cava di contrada Monachelle dovesse riprendere a fumare copiosamente, o se in un'altra dovessero verificarsi nuovi episodi di improvvisa manifestazione di incendi e conseguente dispersione di fumi, probabilmente sarà più facile intervenire sul posto utilizzando i nuovi sistemi che la tecnologia mette a disposizione delle pubbliche amministrazioni. È il caso dei droni, uno dei quali è già da tempo nella disponibilità della Polizia locale di Trani, ma non è stato mai utilizzato perché non vi è alcun agente in possesso del brevetto utile al suo pilotaggio.
È proprio questo, quindi, lo spirito con il quale il dirigente della Polizia locale, nonché comandante del Corpo, Leonardo Cuocci Martorano, ha determinato un impegno di spesa di 5.000 euro per la formazione di cinque agenti al fine dell'ottenimento del brevetto di operatore di sistema aeromobili a pilotaggio remoto. I cinque vigili hanno già superato le prove teoriche e si apprestano adesso a sostenere il corso relativo a quelle pratiche, la cui durata sarà di 11 ore complessive, di cui 4 di teoria, 2 di simulazione e 5 di attività pratica. La sede dell'attività formativa saranno i campi di volo situati presso l'Aeroclub di Bari, ubicato nell'aeroporto di Bari Palese.
Nel momento in cui gli agenti avranno acquisito il brevetto e si sarà completato lo startup del drone, momentaneamente non utilizzato e probabilmente soggetto ad aggiornamenti a causa degli anni nel frattempo trascorsi, la Polizia locale potrà utilizzarlo soprattutto per attività preventiva come sopralluoghi in zone meno facilmente accessibili con i tradizionali mezzi di controllo.
Il tanto auspicato censimento delle cave potrebbe essere decisamente più facile da realizzare utilizzando questo dispositivo, ma la Polizia locale intende avvalersene anche con riferimento ad eventuali infrazioni di abusivismo edilizio, nonché ulteriori problemi di carattere ambientale e strutturale come, per esempio, versamenti di liquami in mare, cedimenti della falesia e quanto altro possa essere facilmente monitorabile dall'alto attraverso un sistema di riprese di immagini comandato a distanza.
Secondo quanto ha anticipato l'assessore al ramo, Giuseppe De Michele, «l'obiettivo è fare partire il servizio entro sei mesi dall'ottenimento dei brevetti, dotando nel frattempo il corpo di un altro drone da utilizzare in alternativa, o anche in contemporanea a quello già esistente». Di certo, l'introduzione operativa di questi dispositivi consentirebbe alla Polizia locale di compiere un grosso passo avanti nel controllo del territorio, sia preventivo, sia repressivo, utilizzando strumenti ammessi per legge ed in grado di rappresentare un efficace ausilio alle attività di polizia giudiziaria svolte dal Corpo.

