Il pezzo con cui hanno chiuso la serata di presentazione del loro ultimo lavoro ha per titolo «Prima che le nuvole tornino a piovere». Probabilmente, però, sulla testa dei Medison potrebbero, a breve, piovere successi nella misura in cui la formazione, guidata dal cantautore tranese Francesco Cioffi, ha già scalato posizioni nella classifica nazionale del Mei, vale a dire il Meeting degli indipendenti. In testa a quella chart, neanche a farlo apposta, c'è una Caparezza che condivide, con gli stessi Medison, il fonico.
Numeri e consensi dicono che sta crescendo il gruppo nato da un'idea di Fabrizio Loiodice, il chitarrista che, poi, si rivolse a Francesco Cioffi per dare effettivamente vita alla band. E l'altra sera il gruppo si è ufficialmente presentato al pubblico di Trani parlando di sé, dei retroscena delle origini, degli obiettivi che intende raggiungere, e condividendo con artisti di vario genere un percorso che, si spera, li porti lontano.
“Una birra però” e “Il senso di tutto” sono stati i primi due pezzi suonati dal vivo nel teatro Mimesis, luogo sobrio, ovattato, completo di tutto e rivelatosi ottimo anche per la musica live e, nella fattispecie, per una piacevole conversazione fra la conduttrice della serata, Nadia Macrì, il gruppo ed il pubblico. «Ho imparato nella vita che l’amore è un atto di volontà - ha spiegato Cioffi dopo le prime due esecuzioni - e qualcosa da costruire e che richiede un prendersi cura costante di quello che si ama».
Amore per l’arte è quello che ha proclamato Lorenzo Ardito, che ha presentato due suoi quadri realizzati ascoltando Uno nel blu, terzo pezzo suonato dal vivo nella serata tranese, una ballata che ha ispirato al pittore l’immagine di una barca che veleggia in alto mare. Anche Mariablu Scaringella e Alessia Vania, dell'associazione Piani paralleli, hanno sposato in pieno il progetto Medison, dopo avere già promosso alcuni artisti emergenti con Molla e Nico Giannotti. In realtà il sodalizio si occupa, anche, di disegno, pittura e fotografia, ma promuove pure iniziative di solidarietà. Piani paralleli, che ispira il suo nome a Monologhi paralleli, di Niccolò Fabi, ha servito l’assist ai Medison per l’esecuzione di Io, storico pezzo dello stesso Fabi in cui Cioffi sembra particolarmente identificarsi.
Medison significa “figli del Mediterraneo” e reca in sé il senso dell’accoglienza e incontro del diverso, «perché - ha spiegato Antonio Piangiolino, tastierista e produttore del gruppo - viviamo in una terra sempre meta di migranti, ai quali non possiamo voltare le spalle». Non è un caso che, fra le altre cover proposte in serata, via sia stata Mio fratello che guardi il mondo, di Ivano Fossati, posta al centro di un recital e reading dell'attrice Nicla Serena D’Ingeo. E Come fa il vento, con quell’«andrà tutto bene» contenuto e ripetuto nel refrain, ha anticipato la chiusura la serata rappresentando un inno all'ottimismo ed alla positività.
E quel pezzo finale, il già citato Prima che le nuvole tornino a piovere, si è inserito nello stesso solco di un cantautore che si gode il sole prima della pioggia, un Leopardi al contrario che coglie l’attimo fuggente e lo gusta fino in fondo, valorizzando ogni momento della vita.







