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Dehors a Trani, Confesercenti: «Abbiamo scritto la storia»

Venerdì 27 ottobre 2017 è una data da ricordare. Il consiglio comunale di Trani ha licenziato il nuovo “Regolamento sulla occupazione di suolo pubblico mediante allestimento di dehors di attività stagionali e continuative”. I più si chiederanno cosa ci sia di tanto rilevante nell’approvazione di uno dei tanti testi regolamentari che vengono periodicamente approvati dalla massima assise cittadina.

Invece non è così (e cercherò di spiegarlo di seguito), perché questa volta si tratta di un evento di rilevanza ed importanza, oserei dire, storica, se ci si sofferma sui suoi contenuti e sugli effetti che ne deriveranno con benefici che si riverseranno sull’economia cittadina, oltre che, chiaramente, sui singoli operatori del turismo.

Le motivazioni di tanto entusiasmo per l’approvazione di un atto amministrativo regolamentare che, tutto sommato, rientrerebbe fra le attività ordinarie che una pubblica amministrazione dovrebbe svolgere quotidianamente rivengono, in primis, dal fatto che, per le endemiche difficoltà che stanno caratterizzando la vita amministrativa del Comune di Trani da ormai tanti anni, è già un grande risultato produrre un atto regolamentare complesso.

Questo regolamento infatti ha dai contenuti le cui competenze interessano trasversalmente più soggetti pubblici, e coinvolge soggetti economici privati, interessati alla materia, ancor di più se le attività di tali soggetti, intrecciandosi ed intersecandosi tra loro durante tutto il complesso procedimento burocratico – amministrativo necessario per il completamento dell’iter previsto, prevedono coerenza e continuità tali da cercare di semplificare le procedure. Dio solo sa come tale complessità, nel Comune di Trani, diventi spesso insormontabile, tanto da costringere a volte all’abbandono per sfinimento.

In seconda battuta, il regolamento è importante perché i soggetti  coinvolti sono riusciti a contemperare le esigenze e le posizioni (preconcette e strumentali, come spesso avviene, a Trani come in generale in Italia, sia nella pubblica amministrazione che nel mondo privato) di attori molto eterogenei, caratterizzati da diversi modi di vedere lo sviluppo della vita economico - sociale di una comunità.

Questo, grazie (e di questo bisogna darne atto ed esserne sinceramente grati, con il massimo sentimento di riconoscenza) al certosino, faticoso ed oscuro lavoro condotto dall’assessore D’Agostino che, abbiamo potuto verificarlo in concreto, si è personalmente sobbarcata del grande lavoro di studio e di cesello nell’approfondire e capire gli aspetti più remoti di una materia i cui principi teorici, condivisi a parole da tutti, spesso cozzano con le esigenze concrete di imprenditori alle prese con una crisi ormai strutturale, vessati sempre più da una selva di norme e procedure burocratiche sempre più costose ed asfissianti.

Detto questo mi si potrebbe chiedere innanzitutto del perché, per coloro i quali mi conoscono, per la prima volta, esulto di fronte all’approvazione di un provvedimento regolamentare, in passato, al contrario, fortemente criticato e contestato. Ebbene, chi ha qualche capello bianco in più come il sottoscritto e si è occupato della materia in questione sin dai tempi della nascita della “movida tranese” (partita nella metà degli anni ‘90, favorita da una mia intuizione con invito alla commissione straordinaria dell’epoca di procedere alla emissione di un provvedimento amministrativo (con i poteri sostitutivi del consiglio comunale) di liberalizzazione delle aperture dei pubblici esercizi in centro storico in una fase storica in cui “parametri e contingenti” erano parole dai concetti insuperabili, conosce bene la feroce contestazione e critica rivolta dal sottoscritto all’amministrazione che approvò (fra gli scroscianti applausi di una “clack” organizzata per l’occasione) il precedente, finora vigente, regolamento, giudicato letteralmente (mi scuso per il termine) “una ca .. ta”; per cui viene naturale pensare ad un mio pregiudizio politico verso i colori di una amministrazione piuttosto che di un’altra.

Ebbene la verità è che, ora come allora, fuori da ogni pregiudizio di becera politica, ma solo per considerazione tecnica in quanto professionista del settore, gli atti amministrativi vanno giudicati nei contenuti e studiati attentamente, cosa che il sottoscritto ha fatto, soprattutto in nome e per conto dell’associazione che rappresento, nei confronti di qualsiasi amministrazione succedutasi nel tempo da ormai più di 25 anni, allora senza coinvolgimento alcuno. Ora, ne devo dare atto, coinvolto più volte dall’assessore che non posso che ringraziare pubblicamente. Ragion per cui, oggettivamente, non si può che considerare “straordinario e storicamente rilevante” il lavoro contenuto nel regolamento approvato.

Basti pensare solo ad alcuni dei passaggi più importanti che vado a sottolineare:

  1. la possibilità di installare il cosiddetto “dehor continuativo”, ossia una struttura stabile con caratteristiche indicate nell’allegato tecnico, per un periodo complessivo non superiore a 5 anni ……”. Di per sé stravolgente, ancor di più se si pensa alla possibilità del pagamento della Tosap in “convenzione” con sua conseguente forte riduzione secondo quanto previsto dal regolamento del tariffario comunale;

2.L’applicazione ed il recepimento di una importante norma, il DPR 31/2017, che, tra le altre cose, evita la richiesta di autorizzazione (di cui all’Art. 146  del D.Lgs. n. 42/2004, nel caso di occupazione esclusivamente con sedie, tavolini, ombrelloni e stufe, ossia prive di ancoraggio al suolo) e prevede procedure semplificate per il rilascio della autorizzazione paesaggistica;

3.Il rilascio delle autorizzazioni sarà di competenza dello sportello unico che, per la prima volta nella storia di Trani, agirà nei confronti della Soprintendenza per tutte le autorizzazioni di sua competenza sia per interventi riguardanti beni culturali che quelli per cui è necessario il parere paesaggistico, escludendo quindi il rapporto diretto tra la Soprintendenza ed i privati richiedenti;

4.L’approvazione di una modulistica univoca ed oggettiva.

Sono solo alcuni dei passaggi più importanti, cui se ne potrebbero aggiungere altri minori, a fronte dei quali è evidente che, se si volesse spaccare il capello in quarto, qualche piccola negatività la si potrebbe pure riscontrare, ma è nulla di fronte al fatto incontrovertibile che, persino su alcuni punti fortemente voluti dalla Soprintendenza, si trovi l’approvazione delle associazioni rappresentative degli imprenditori di settore.

Non si può che sottolineare la storicità e l’importanza di una data in cui anche il sottoscritto, fortemente critico anche su alcuni passaggi della vita amministrativa dell’amministrazione Bottaro, non può che ringraziarlo pubblicamente, unitamente agli assessori coinvolti, D’agostino in primis, alla sua maggioranza presente in aula ed ai rappresentanti degli Enti coinvolti, dalla Soprintendenza all’Agenzia del Demanio, e degli uffici comunali.

Mai come stavolta, e si auspica si possa continuare in tale percorso virtuoso, la concertazione ed il lavoro di squadra ha prodotto risultati così fruttuosi, mettendo la Città di Trani all’avanguardia sullo scenario provinciale le cui città si rivolgeranno alla nostra per risolvere problematiche similari.

Il direttore Confesercenti provinciale Bat  - Raffaele M. Landriscina

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