Piazza Gradenigo, una piazza periferica della città che da anni ormai versa in condizioni disdicevoli. «Manca una progettualità seria di riqualificazione di questo luogo pubblico, tanto caro a molti e degno di attenzioni» ci scrive un lettore. Possiamo infatti senza ombra di dubbio scrivere che, diversamente da altre piazze della città, “sant’Agostino” (così è nota ai più, per la presenza dell’omonima chiesa) è molto vissuta, soprattutto da anziani.
«Scrivo – prosegue il nostro concittadino - perché sono stanco di sentir dire da ogni persona che ricopra un ruolo istituzionale: “non ci sono fondi”. I fondi potrebbero essere recuperati attraverso progetti cofinanziati da altre istituzioni sovraordinate e con progetti validi, partecipando ai diversi bandi».
Quali sono gli aspetti peggiori di quella piazza? Sicuramente che essa è il primo, pessimo, biglietto da visita per i turisti, i numerosi «visitatori che alla discesa dai bus, che parcheggiano in quella zona, girano per la città accompagnati dalle sole cartine turistiche. La piazza può essere paragonata, per le sue rovine, a quelle dei territori siriani o iracheni». Le radici degli alberi hanno infatti ormai quasi completamente deturpato il marciapiede, che è diventato molto pericoloso.
«La piazza, se correttamente sistemata, nel rispetto delle strutture storiche che la circondano, potrebbe risultare deterrente contro l’inciviltà crescente di diversi tranesi e forestieri dell’hinterland».
Piazza Gradenigo, come scrive Giuseppe Giusto nel suo libro “Trani, tante strade tante storie”, detta «“Mmèzze a Sant’Austèine”, fu creata nel 1848, dopo la demolizione delle ultime muraglie ancora esistenti in quella zona. È intitolata al governatore Giuliano Gradenigo, che fece costruire la chiesa, dapprima dedicata a san Sebastiano, nel 1503, in segno di gratitudine e devozione verso il popolo». Fino a qualche anno fa, vi si svolgeva, come si ricorderà, il “mercatino delle pulci”.




