Quasi come una partita di calcio allo stadio, quando un tiro sull'esterno della rete dà l'illusione del gol ai tifosi, il cui urlo resta in gola, allo stesso modo l'area di cantiere aperta davanti all'ingresso del Supercinema, ieri, ha regalato l'illusione momentanea del fatto che fossero iniziati i tanto attesi i lavori di messa in sicurezza di quell'immobile, soprattutto con riferimento al tetto in eternit.
Invece, si tratta «semplicemente» del rifacimento di una porzione di marciapiede all'angolo tra via delle Crociate e via Calatafimi, nell'ambito di una serie di interventi di manutenzione di marciapiedi e sedi stradali in corso in quella zona.
Tutto questo proprio nella stessa serata in cui, in biblioteca, si parlava delle sale cinematografiche chiuse in tutta la Puglia (ne riferiremo a breve con maggiori particolari): ben 140 contro le 160 aperte.
In altre parole, un vero e proprio museo diffuso della memoria di un cinema che non c'è più, due baluardi del quale sono proprio anche a Trani: il Bellini e, appunto, il Supercinema.
Ciascuno con storie diverse, entrambi accomunati dallo stesso destino: chiusi e, allo stato, senza prospettiva alcuna.



