Ospite questa mattina alla scuola statale secondaria di primo grado “Rocca-Bovio-Palumbo” di Trani, plesso Rocca, il Sottosegretario del Miur Angela D’Onghia.
Il Sottosegretario, ha spiegato il dirigente scolastico, Antonio De Salvia, ha scelto questa scuola per «la sua tradizione culturale. Ci confronteremo su risorse, strutture e infrastrutture scolastiche chiedendo fondi ed un aiuto. Chiederemo anche se il Miur può aiutarci nell’ampliare la scelta dell’indirizzo musicale. Possiamo infatti iscrivere un massimo di 25 alunni, mentre ogni anno abbiamo almeno 80 richieste di iscrizioni».
Resta invece il Comune di Trani l’interlocutore principale per la messa in sicurezza delle scuole, che sono state sempre più oggetto di furti e atti vandalici. «Su questo – dice De Salvia – c’è grande rammarico perché per mettere in sicurezza le scuole, per prevenire questi atti vandalici, non ci vogliono tanti soldi. È vero che non ci sono risorse ma la videosorveglianza non ha costi elevati».
L’intervento del Sottosegretario è stato preceduto da una breve esibizione del coro e dell’orchestra della scuola. Così D’Onghia ha spiegato la scelta di questa visita: «Sono abbastanza presente sul territorio, perché le scuole pensano che sia giusto avere presenze del Ministero. Mi piace esserci perché penso che la gente debba sapere che siamo persone normali, che ci sono tante persone perbene nella politica, tante persone che si sentono operai di questo sistema. Da 5 anni mi sento una dipendente dei cittadini quindi essere presente è il minimo che si possa fare».
D’Onghia ha risposto alle domande dei cronisti sulla “Buona scuola”. «Come tutte le grandi riforme, soprattutto quando si va a intaccare un sistema così grande, come quello della scuola (il 20 per cento della popolazione è impegnata in questo comparto), è difficile mettere d’accordo tutti. Bisogna avere l’umiltà di vedere le riforme dopo qualche anno, e quindi quando arrivano ad essere una parte importante del sistema e capire cosa c’è da modificare, cosa non va bene, quali sono i problemi da risolvere.
La “Buona scuola” ha portato nei territori alcuni concetti importanti, come l’alternanza scuola-lavoro, un sistema nuovo che mette in comunicazione il mondo della scola e dell’impresa. I ragazzi sono formati ma spesso non hanno competenze per il lavoro, e le scuole dicono di non sapere quali sono gli strumenti del lavoro. Le imprese e le famiglie capiranno l’importanza di questo meccanismo.
E poi pensiamo alla formazione obbligatoria dei docenti. In questo mondo in evoluzione continua, tutti avremmo bisogno di formarci. È fondamentale la formazione dei docenti, che sono la punta di diamante della scuola».
















