Con fatica è riuscito a far dedicare a suo fratello, il carabiniere Savino di Gennaro, deceduto in servizio trentanove anni fa, una piazza retrostante la caserma dei carabinieri, con relativo monumento.
Con la stessa fatica oggi Paolo di Gennaro chiede che le istituzioni non abbandonino quella piazza al degrado. Infatti, come ci scrive, diverse volte si è dovuto occupare personalmente della pulizia della piazza dove quindici giorni fa è stato divelto un palo in pietra dove c’era la targhetta dell’intitolazione. «Ho sporto regolare denuncia, ma vedo che la situazione peggiore ogni giorno di più».
E, purtroppo, bisogna registrare, come sempre, che non si può fare affidamento sul buon senso dei cittadini che hanno imbrattato di scritte il piccolo monumento dedicato a questo nostro concittadino. Sulla pietra sono apparse scritte omofobe e di cattivo gusto.
Savino di Gennaro nacque a Trani il 20 giugno 1960 e morì a Padova il 19 settembre 1978. Arruolato appena diciassettenne nell'Arma dei Carabinieri, venne destinato al Comando di Mestre. Il 19 settembre venne comandato di servizio "ordine pubblico" unitamente ad altri commilitoni nella città di Padova. Mentre con automezzi militari si recava verso la città, lungo l'arteria Mestre-Padova, i militari furono costretti a fermarsi per prestare soccorso a persone rimaste coinvolte in un incidente stradale. Nel frattempo un automezzo pesante a forte velocità investì mortalmente di Gennaro, che venne commemorato ed apprezzato per il suo gesto dalle più alte Autorità dello Stato.
La piazza, con il monumento, è stata intitolata a di Gennaro nel 2006. Già nel 2010, denunciammo lo stato di degrado in cui si trovava.




