Il sindaco di Trani, con propria ordinanza, ha conferito una civica benemerenza, “Ordinamenta maris”, «per una lunga vita dedicata alla famiglia ed al lavoro, fulgido esempio per la comunità tranese e le nuove generazioni» all’uomo più longevo di Trani, Nicola Oreste, che ha da poco festeggiato i 105 anni.
Ma, al momento della presa d’atto, nel corso della commissione affari istituzionali, dell’ordinanza, alcuni consiglieri hanno espresso delle perplessità.
È il caso di Francesca Zitoli (Lista Emiliano) e Pasquale De Toma (Forza Italia), secondo i quali questa ordinanza non rispetta l’articolo 2 del Regolamento per il conferimento delle civiche benemerenze.
L’articolo 2 del Regolamento sancisce che «la cittadinanza onoraria è un riconoscimento onorifico che la Città conferisce a persone che si siano distinte particolarmente nel campo delle scienze, lettere, arti, pace, diritti umani, industria, lavoro, scuola, sport, con iniziative di carattere sociale o filantropico, o in opere e imprese, prestazioni in favore degli abitanti di Trani, promuovendone l’immagine e il prestigio in Italia e all’estero, o in azioni di alto valore umano».
Luisa Di Lernia (Movimento 5 stelle) ha lamentato una disparità di trattamento nei confronti della richiesta, avanzata dal suo partito, di consegnare una civica benemerenza (o comunque la cittadinanza onoraria, che può essere concessa a persone non iscritte all’anagrafe del Comune) al pm Nino Di Matteo: «Prendo atto della velocità a consegnare benemerenze nei confronti di un cittadino dal cui curriculum non si evince alcun gesto eroico nei confronti del Paese. Chiedo al presidente e al sindaco come mai dal 6 ottobre 2015 in seguito alla nostra proposta di inserimento all’ordine del giorno dell’argomento “Cittadinanza onoraria al giudice Di Matteo”, ripresentata anche il 30 marzo 2016, non sia pervenuta alcuna risposta». Di Lernia ha annunciato che protocollerà nuovamente la richiesta.
Il nuovo regolamento era stato portato come punto all’ordine del giorno in consiglio comunale e poi era stato ritirato. Il giudice antimafia Nino Di Matteo, che ha la cittadinanza onoraria in più di 20 comuni, vive sotto scorta dai primi anni Novanta.


