Lui per primo starà facendo tutti gli scongiuri del caso, ma, da quando è diventato lo speaker ufficiale del Bari, la squadra di Fabio Grosso le ha vinte tutte.
La sequenza è impressionante: Bari-Avellino 2-1; Bari Cittadella 4-2; Bari Ascoli 3-0; Bari-Pescara 1-0. Armando Marino, 21 anni, tranese, iscritto al secondo anno di Scienze della comunicazione, sta diventando così un vero e proprio amuleto di una squadra che veleggia sempre più in alto nella classifica del campionato di Serie B.
E si spera sia di altrettanto buon augurio, sebbene non se ne sia accorto, il fatto che lunedì scorso Armando abbia nominato per cinque volte il nome «Ciccio», vale a dire Franco Brienza, dopo il gol decisivo contro il Pescara. Infatti, l'auspicio è che a cinque arrivino le vittorie consecutive del Bari al San Nicola, e la prossima non sarà una partita qualsiasi, ma il sentito derby contro il Foggia del 26 novembre.
Armando Marino è arrivato al San Nicola quasi casualmente, dopo essere stato lo speaker della Juve Trani nel palazzetto della sua città. Improvvisamente si è trovato catapultato dal basket al calcio e, da un angolo di parquet, si è ritrovato nello spazio fra le due panchine, lungo quel campo per destinazione che vide, il 18 dicembre del 1999, Antonio Cassano compiere la mitica cavalcata che lo portò in gol contro l'Inter e verso la storia.
Quella di Armando inizia come speaker a Radiobombo, sempre a Trani, poi ha vissuto altre esperienze radiofoniche e ha fatto il vocalist in numerose manifestazioni danzanti. Adesso c'è solo il Bari: «Ogni volta che leggo le formazioni mi tremano le mani - rivela -. Ma voglio sempre migliorare, cercando di soddisfare la Curva nord. Avverto tanta pressione, perché so che non devo sbagliare nulla, così vado due ore prima allo stadio, leggo e rileggo le formazioni, cerco di studiare ogni dettaglio. Certo, il momento di festa del gol è incredibile: sentire il cognome del calciatore urlato da tutto lo stadio mette i brividi. Spero, nel mio piccolo, di motivare anch'io i calciatori e contribuire a creare un'atmosfera da serie A».

