Anna Barresi è, ormai, un ex consigliere di maggioranza. Se gli attriti di carattere politico si sarebbero potuti, in qualche modo, sanare con il buon senso, sarà difficile a questo punto passare sopra alle rilevanti dichiarazioni che la stessa Barresi, stamani, è tornata a rilasciare durante Appuntamento con Trani, su Radio Bombo, dopo averlo fatto in una video intervista su Bat magazine nella serata di venerdì.
Il consigliere ha fatto riferimento all'interrogatorio reso dal sindaco, Amedeo Bottaro, nell'ambito dell'inchiesta Sistema Trani e, segnatamente, del secondo filone che determinò l'arresto di Sergio De Feudis, dipendente comunale e marito della Barresi.
Nell'interrogatorio Bottaro chiarisce, rispondendo ad una domanda precisa che lo interrompe, che De Feudis «millantava già il fatto, prima che io arrivassi, che appena fossi arrivato io avrebbe fatto l'assessore alle finanze, perché ha candidato la moglie in una lista a sostegno della mia candidatura. Quindi lui dava per scontato che, poiché la moglie era candidata, tra l'altro addirittura consigliere comunale, automaticamente io lo dovessi nominare assessore al bilancio».
Bottaro, invece, avrebbe scelto Angelo De Biase «perché - spiega sempre nell'interrogatorio - non ha fatto niente per meritarsi la mia sfiducia, mentre De Feudis è una persona ambigua, chiacchierata, che ha sempre voluto detenere un potere all'interno del Comune, che è l'Ufficio mandati».
Ebbene, secondo Barresi, il sindaco «ha dichiarato il falso, perché messo sotto pressione durante l'interrogatorio».
Ma perché riferisce queste circostanze, particolarmente gravi, soltanto oggi e non nel momento in cui si sono verificati i fatti?
«Quando ebbi di queste sue dichiarazioni - ha risposto il consigliere a Radio Bombo -, praticamente la mattina dell'8 giugno 2016, giorno dell'arresto, rimasi sconcertata perché quanto leggevo non corrispondeva alla verità. Certo, fui combattuta, anche perché sfido chiunque a subire una situazione del genere. Mi confrontai con il sindaco, chiedendogli effettivamente perché avesse dichiarato queste cose che non rispondevano al vero. E lui mi rispose ammettendo che non rispondevano alla realtà, "ma io mi sono trovato (avrebbe detto Bottaro a Barresi, ndr) in una situazione di pressione psicologica».
Interrompendo il consigliere, e ricordandole che, da queste dichiarazioni, possono scaturire conseguenze particolarmente delicate, Barresi chiarisce: «Non sono le mie dichiarazioni, ma questo è quanto ha affermato il sindaco. Lu mi disse che "sono tremendi, ed in quella situazione particolare loro ti fanno dire quello che vogliono"».
Ma perché ha aspettato tanto tempo per dirlo?
«Perché comunque questa situazione ha provocato danni alla mia persona, ma non volevo causare danni alla mia città. Nell'estate del 2016 io pensavo che il sindaco Bottaro potesse veramente, ancora, dare una svolta alla città, quindi non potevo fare delle affermazioni che penalizzassero la mia città».
Ma allora, se le rende oggi, sono forse strumentali a qualcosa d'altro? Sono legate alla sua uscita dalla maggioranza? Oppure ha voluto liberarsi di un peso?
«Per me è una liberazione, ma sono stata tirata quasi per capelli a dire questa verità dal sindaco in quanto, con questa arroganza di farmi uscire dalla maggioranza, non ha avuto rispetto per la mia persona e perché, ripeto, forse lui sta facendo i conti con la sua coscienza perché si è trovato mortificato quando si è confrontato con me, dicendo che aveva detto quello che non voleva dire».
Mercoledì consiglio comunale: c'è ancora un margine per, eventualmente, ricucire qualcosa?
«Il margine doveva comunque rientrare nelle riunioni di carboneria che hanno tenuto, e forse neanche consiglieri sapevano di essere stati uniti per questo motivo. Avrebbero potuto chiamarmi, avremmo trovato una soluzione, invece è stato fatto tutto in segreto mentre io ero neanche in ospedale e non avrei potuto neanche reagire».

