Ammessi il Ministero dell'Ambiente, il Comune di Trani e l'ingegner Michele Zecchillo, non ammessi Amiu e le associazioni Agriambiente, Comitato bene comune e Legambiente.
È questo l'esito dell'udienza preliminare, conclusasi ieri, presso il Tribunale di Trani, con riferimento all’inchiesta relativa alla discarica di Trani. Il Gup, Angela Schiralli ha motivato, soggetto per soggetto, le ammissioni ed esclusioni delle parti civili
Indiscutibile l’ammissione del Ministero dell’ambiente. Il Comune di Trani, a sua volta, può legittimamente costituirsi e non conta il fatto che sia il proprietario e socio unico di Amiu, imputata e che agisce con suoi amministratori. Entrambi gli enti, però, non possono costituirsi nei confronti delle persone giuridiche.
Amiu è persona giuridica offesa dal reato, ma anche imputata, pertanto non può costituirsi parte civile.
Quanto alle associazioni, avrebbero potuto costituirsi legittimamente a patto che gli statuti prevedano espressamente una ricaduta sul territorio. Invece Agriambiente è di Torino, quindi non è stata ammessa.
Bene comune è di Trani, ma è nata nato dopo i fatti contestati, quindi manca di legittimazione attiva e non va ammessa.
Legambiente Trani non ha indicato in cosa l’associazione sia stata lesa e, quindi, i motivi dell’azione risarcitoria.
Michele Zecchillo, invece, viene ammesso per il turbamento psicologico derivato dalla condotta criminosa contestata agli imputati per la gara d’appalto per l’impianto del biogas, contro i quali ha inteso costituirsi. Zecchillo agisce contro gli imputati d'Amore, Zanella e Lastilla, per i reati loro contestati di corruzione e turbata libertà degli incanti.
A questo punto, il difensore del Ministero dell’ambiente ha chiesto la citazione dei responsabili civili nelle persone giuridiche di Amiu e Marco Polo engineering. Il Gup, pertanto, ha rinviato l’udienza al 27 febbraio 2018, alle 12.

