Non ci fu alcuna negligenza da parte del Pronto soccorso di Trani nella presa in carico di Orsola Stella, deceduta la notte del 24 aprile 2016 poco prima di fare una Tac all'ospedale di Bisceglie.
Lo ha decretato il Giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Trani, Francesco Messina, notificando l'archiviazione definitiva del procedimento nei confronti del medico del Pronto soccorso, unico indagato nel fasciolo.
Il Gip ha nuovamente accolto, nonostante l'opposizione proposta dai familiari, la richiesta di archiviazione del pubblico ministero Michele Ruggiero, ritenendola «condivisibile con riferimento alla documentazione esaminata e presente nel fascicolo di ufficio, e ciò anche tenendo conto di quanto analiticamente espresso sia nel elaborato del professor Francesco Vinci (consulente tecnico di ufficio, ndr), sia nelle note del professor Alessandro Dell'Erba (consulente tecnico di parte, ndr)».
Secondo il Gip, a fronte delle riflessioni mediche accertate da entrambi, «l'atto di opposizione si connota per una complessiva richiesta di rivisitazione e rinnovazione di tutta l'attività di indagine già svolta, con ulteriori integrazioni che non sembrano, però, in grado di confutare le conclusioni tecnico-sanitarie cui sono pervenuti sia il professor Vinci, sia il professor Dell'Erba».
Per questo motivo, il Gip ha disposto l'archiviazione del procedimento e ordinato la restituzione degli atti al pubblico ministero.
Si chiude così, dopo un anno e mezzo, una vicenda giudiziaria che aveva visto il Pronto soccorso di Trani finire al centro della cronaca, evidentemente non a giusta ragione, per una presunta mancata tempestività negli accertamenti sulla sfortunata paziente.
La donna si era recata al San Nicola Pellegrino accusando dolori addominali e bruciori di stomaco: dopo i primi accertamenti, eseguiti in loco, il medico di turno consigliava la somministrazione di una Tac a Bisceglie, ma, proprio durante il trasporto in ambulanza presso quel presidio, la donna andava in arresto cardiaco e, da lì a poco se ne constatava il decesso.
I familiari avevano sporto denuncia nei confronti del medico di turno ed il Pm aveva ipotizzato a suo carico l'omicidio colposo, salvo poi verificarne, alla luce delle risultanze delle perizie, la correttezza dell'operato.
Il medico prosciolto è stato difeso dagli avvocati Ernesto Pensato ed Angelo Scuderi.


