Come già riferito ieri, all'improvviso, la maggioranza se ne va ed il consiglio comunale si aggiorna a martedì prossimo. Nessuno, però, prende la parola per motivare l'uscita dall'aula e, così, la seduta si interrompe aprendo numerosi interrogativi sul perché la coalizione di governo abbia scelto, ad un certo punto, di abbandonare i lavori e determinarne la sospensione.
È accaduto ieri, a palazzo Palmieri, dopo l'approvazione del primo punto all'ordine del giorno, vale a dire il piano per il diritto allo studio 2018, chiuso con i voti compatti dei consiglieri che sostengono il sindaco, Amedeo Bottaro. Poi i banchi vuoti, il presidente Fabrizio Ferrante rileva l'assenza del numero legale, sospende la seduta, rifà l'appello un quarto d'ora dopo e dichiara la seduta deserta; ci si aggiorna a martedì prossimo, alle 10, con la parte restante dell'ordine del giorno.
«In realtà - ha spiegato poi ieri sera il consigliere comunale del Pd, Nicola Ventura, l'ordine del giorno sarà integrato da altri numerosi debiti fuori bilancio (quasi 70, ndr) sui quali, però, ancora manca il parere del Collegio dei revisori dei conti. Già sapendo che ci saremmo trovati in questa situazione di difficoltà, si era convocata la seduta con una anomala distanza di cinque giorni tra la prima e seconda adunanza, così che adesso faremo una corsa contro il tempo, insieme con gli uffici, per arrivare a martedì con tutti i provvedimenti all'ordine del giorno pronti per essere discussi ed approvati».
In questo modo Ventura esclude categoricamente che la causa dell'uscita dall'aula sia legata all'abbandono della maggioranza da parte di Anna Barresi e a più o meno prossimi rimpasti in seno alla giunta: «Il caso Barresi, al contrario - spiega -, ci ha ulteriormente compattato. Quanto alla giunta, il toto assessori è uno sport molto caro negli ambienti, ma noi guardiamo avanti, ai soli provvedimenti utili per la crescita della città».

