Il fenomeno criminoso della cosiddetta «truffa dello specchietto» ritorna di stretta attualità e, probabilmente, mai si era arrestato. L'ultimo episodio si è verificato l'altro giorno, intorno alle 14, lungo la strada statale 16 bis.
Una donna di Trani, che lavora a Molfetta, tornando a casa si trovava all'altezza dell'uscita Bisceglie centro e si apprestava a sorpassare una Fiat Punto celeste, con a bordo due persone, che procedeva molto lentamente.
Nel momento del sorpasso la donna avvertiva un rumore sordo provenire dalla parte destra del veicolo e, subito dopo avere sopravanzato la vettura che la precedeva, notava che dalla stessa provenivano segnali luminosi lampeggianti che la invitavano a fermarsi.
«Invece ho accelerato e sono fuggita via - ha raccontato poi al cronista l'automobilista -, perché avevo già letto di questo tipo di truffa e ne conoscevo abbastanza bene la dinamica. Soprattutto mio marito mi aveva messo in guardia dal rischio che potesse capitare su una strada come quella che, purtroppo, sono costretta a percorrere quotidianamente perché ho trovato lavoro soltanto fuori della mia città».
La dinamica, come detto, è molto ben consolidata. Una vettura procede lentamente e si è obbligati a sorpassarla: nel momento dell'affiancamento qualcuno lancia una pietra verso il veicolo in fase di sorpasso, facendo credere che gli specchietti si siano toccati e, dunque, il veicolo sorpassato abbia subito un danno. Si richiama l'attenzione dell'autore del sorpasso e, se questo si ferma, si concorda il pagamento di una somma per chiuderla lì, evitando strascichi di qualunque tipo.
In molti ci cascano, altri conoscono il trucco e filano via, come nel caso di questa cittadina, altri si fermano ma chiamano le forze dell'ordine. «Io non ho potuto farlo perché non ho potuto annotare la targa - confessa la donna -, anche a causa dello stato di agitazione che comunque l'episodio mi ha procurato, ma almeno ho evitato ulteriori problemi».
Di certo, resta l'ammaccatura allo sportello posteriore destro, a distanza di quasi un metro dallo specchietto usato strumentalmente dai balordi per la truffa. La circostanza può essere utile, a questo punto, affinché altri automobilisti almeno conoscendo una delle vetture utilizzate per la truffa, evitino di esserne coinvolti.



