Nel campionato di Serie D di pallacanestro fioccano le sanzioni, l'ultima da 200 euro, disposte dalla federazione a causa delle docce fredde degli spogliatoi di arbitri e atleti.
Il problema si ripeterà sistematicamente, domenica dopo domenica: pagano le società, ma la responsabilità è del Comune di Trani, poiché il palazzetto dello sport Tommaso Assi è di proprietà della municipalità, e non certo dei sodalizi di basket che vi si allenano e giocano le loro gare ufficiali.
Il problema delle docce fredde e ormai di vecchia data. Vi è una perdita consistente lungo l'impianto che conduce dalla centrale termica, situata dalla parte opposta della palestra, agli spogliatoi, e la riparazione richiede fondi ingenti che, allo stato, non sono disponibili. Ad accertarlo è stata una ditta specializzata, che per le sole indagini relative al malfunzionamento, è stata nel frattempo liquidata con quasi 1500 euro.
A quanto si è appreso, servirebbe opere molto costose che rivoluzionerebbero il sistema termico della palestra, e probabilmente, renderebbero persino inutilizzabili, almeno a rotazione, gli spogliatoi attualmente esistenti.
Non è dato conoscere se, ed in quali tempi il Comune di Trani interverrà in questo senso, e sembra non sia possibile neanche installare dei boiler per ovviare temporaneamente a problema, almeno con riferimento agli spogliatoi delle due squadre che si affrontano ed a quello dei direttori di gara.
Peraltro, con l'incedere dell'inverno ed il progressivo abbassarsi delle temperature, il problema dovrebbe accrescersi nella sua portata e non sarebbe da escludere che determini anche conseguenze sulla salute degli utenti. E così, paradossalmente, ciascuna società deve pianificare una perdita di almeno 1.200 euro, con annessi e connessi, per un problema non suo.
Peraltro, è anche vero che molte società sportive hanno maturato con il Comune di Trani debiti di lunga data per non avere pagato, o averlo fatto solo in parte, l'utilizzo degli impianti messi a disposizione per le loro attività, PalaAssi compreso. Il Comune, per la privacy, non ha mai diffuso per esteso i nomi delle società morose, ma a questo punto non si può neanche ipotizzare uno scomputo delle sanzioni da parte del Comune, proprio perché, al contrario, in molti casi sarebbero proprio le società ad essere fortemente in debito con l'ente.
La situazione sembra davvero di difficile soluzione e l'augurio è che siano le federazioni, in questo caso del basket, a comprendere la delicatezza della questione evitando di infierire, di volta in volta, sui sodalizi organizzatori di manifestazioni sportive ufficiali. Diversamente, saremmo in presenza di multe ad orologeria, da una parte, e di un problema senza tempo, dall'altra.

