«Alla Papa Giovanni XXIII siamo costretti a cambiare interamente la caldaia, che è a gasolio, e stiamo predisponendo i lavori per una a metano. Potremmo intervenire anche su altre due scuole, almeno sempre per sistemare le caldaie. Con le variazioni di bilancio che abbiamo approvato dovremmo farcela».
Così il sindaco, Amedeo Bottaro, durante il consiglio comunale che si è tenuto ieri, rispondendo alle numerose sollecitazioni in merito ai problemi di funzionamento degli impianti di riscaldamento in alcune scuole dell'obbligo di Trani. Infatti, sono ben tre i plessi che, ad oggi, hanno i termosifoni spenti. Ed i problemi sono particolarmente significativi soprattutto in due di essi, che ospitano bambini di scuola materna.
Alla Papa Giovanni XXIII, nella omonima via, la caldaia è rotta e l'amministrazione comunale ha fatto sapere che si dovrà provvedere alla totale sostituzione. Ma così, ancora, non è stato e la popolazione scolastica sta subendo disagi notevoli. E prende sempre più corpo la possibilità di un trasferimento, in quanto difficilmente l'impianto sarà riparato in tempi brevi, al plesso della scuola primaria D'Annunzio, in via Pedaggio Santa Chiara, in cui sono ospitate poche decine di bambini e ci sono spazi sufficienti. Ma i genitori chiedono un immediato servizio navetta.
Alla scuola materna Fabiano ieri si sono rivisti i tecnici della manutenzione degli impianti termici, che hanno avviato il riscaldamento determinando una sensazione di lieve tepore, non apparsa risolutiva del problema denunciato da giorni. La prova del nove stamani, quando l'impianto sarà entrato in funzione alle 5 ed in teoria, alle 7, gli ambienti dovrebbero essere risultati caldi.
Se così non sarà, ogni soluzione a quel punto diventa possibile, compresa quella del trasferimento dei bambini ad altra sede. In questo caso verrebbero in soccorso gli ambienti liberi della scuola materna Pertini, in via Pozzo piano, e quelli altresì disponibili dell'elementare Beltrani.
La terza scuola con il riscaldamento ko è la media Bovio, in corso Imbriani. Dal 15 novembre, giorno in cui si sarebbero dovuti accendere i caloriferi, l'impianto ha funzionato singhiozzo perché è rotto un pezzo della caldaia e va sostituito. Fa considerevolmente freddo, ma ragazzi e operatori scolastici si stanno adattando con abbigliamento pesante. Sono oltre 600 le persone interessate dal problema, ancora non meglio definiti i tempi di soluzione.


