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Partecipate di Trani, Amet: niente più premi e trattamenti di fine mandato per gli amministratori. E finisce anche il giochetto delle «scatole cinesi»

Niente più gettoni di presenza, né premi di risultato dopo lo svolgimento dell'attività, e divieto di corrispondere trattamenti di fine mandato ai componenti degli organi sociali. È questa una delle più importanti modifiche statutarie che il consiglio comunale ha approvato recentemente con riferimento ad Amet Spa, dopo avere già a suo tempo deliberato secondo lo stesso criterio per quanto concerne l'altra ex municipalizzata, Amiu.

Tra le altre novità introdotte, l'esclusione della carica di vice presidente, o la previsione che la stessa sia attribuita esclusivamente quale modalità di individuazione del sostituto del presidente in caso di assenza o impedimento, senza riconoscimento di compensi aggiuntivi.

Un altro divieto riguarda, per i dipendenti del Comune di Trani, che possiede e controlla l'azienda al cento per cento, di rivestire l'incarico di amministratore della società. Pertanto il recente ricorso, durante l'amministrazione Riserbato, a dipendenti comunali quali componenti del Consiglio di amministrazione di Amet, circostanza utile a risparmiare sulle indennità di carica, viene cancellata.

Queste, ed altre modifiche statutarie sono state introdotte ai sensi del Decreto legislativo numero 175, del 19 agosto 2016, che dispone una disciplina unica e coordinata del settore in cui è disposto l'obbligo di adeguamento degli statuti delle società a controllo pubblico già costituite, disciplinandole con una serie di elementi minimi.

Tra gli altri, il divieto di costituzione di nuove società ed acquisizione di nuove partecipazioni per le società strumentali. Ed ancora, predisposizione di specifici programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale, nonché integrazione di ulteriori strumenti di governo societario valutando l'inserimento di principi in materia di definizione degli organi amministrativi e controllo dei relativi poteri. E, soprattutto, delimitazione dei compensi, premi, indennità e gettoni di presenza, nonché divieto di istituire organi diversi da quelli previsti dalle norme generali.

In relazione alla composizione del capitale sociale, vi è una nuova clausola che concerne il divieto di partecipazione di capitali privati, ad eccezione di quella prescritta dalle norme di legge, e che avvenga in forme che non comportino controllo e potere di veto nell'esercizio di un'influenza determinante sulla società controllata. Inoltre, la definizione dell'assetto organizzativo del controllo analogo, con attribuzione della facoltà di inserire clausole statutarie, in deroga delle disposizioni di legge.

Infine, la comprova del requisito dell'attività prevalente (nel caso di Amet distribuzione e vendita di energia elettrica), con la previsione statutaria del limite minimo di fatturato (oltre l'80 per cento), da maturarsi nello svolgimento dei compiti affidati alla società stessa dall'ente pubblico socio.

Contestualmente, la modifica statutaria dispone che la produzione ulteriore, rispetto al suddetto limite di fatturato, sia consentita solo a condizione che la stessa permetta di conseguire economie di scala o altri recuperi di efficienza sul complesso dell'attività principale della società.

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