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Partecipate di Trani: Amiu potrebbe tornare al Cda, ma niente più riconoscimenti al management, anche in presenza di utili

Non è detto che si prosegua con l'amministratore unico: Amiu Spa potrebbe dotarsi nuovamente di un Consiglio di amministrazione, prevedendo, però, un amministratore delegato con pieni poteri. E, soprattutto, fine dell'epoca dei premi di risultato: da oggi anche se la società dovesse produrre utili, nessuno più potrà pretendere riconoscimenti in denaro per quanto conseguito. In altre parole, si volta decisamente pagina rispetto al passato.

Le recenti operazioni della ricapitalizzazione dell'azienda e dell'approvazione del regolamento sul controllo analogo da parte del Comune di Trani, che ne è suo proprietario e socio unico, hanno determinato la necessità di adeguare lo statuto di Amiu Spa, portandolo in consiglio comunale ed approvandone le modifiche con 20 voti favorevoli, un astenuto e nessun contrario.

Il provvedimento nasce a seguito della ricapitalizzazione societaria, realizzata con delibera di consiglio comunale del 4 maggio 2016. Tale operazione ha salvato Amiu da un quasi certo fallimento lasciandone il capitale invariato, al valore di 1 milione di euro, pur operando una rivisitazione totale del patrimonio aziendale sulla base di un conferimento misto tra denaro, beni mobili e immobili.

Inoltre, lo scorso 24 maggio era stato adottato il Regolamento sulle modalità di esercizio del controllo analogo sulle società partecipate in house del Comune di Trani. Anche di questo lo statuto di Amiu è stato chiamato a tenere conto. Da oggi, lo stesso è formato di 39 articoli e, dopo l'avvenuta approvazione da parte del consiglio comunale il sindaco, in qualità di rappresentante del socio unico, dovrà convocare l'assemblea straordinaria che recepirà quanto disposto dall'organo elettivo, modificando ufficialmente lo statuto della società dell'igiene urbana.

Fra le novità introdotte, ecco le principali: divieto di costituzione di nuove società ed acquisizione di nuove partecipazioni; divieto, per i dipendenti dell'amministrazioni pubblica controllante, di rivestire l'incarico di amministratore della società; attribuzione, da parte del Consiglio di amministrazione, di deleghe di gestione ad un solo amministratore; esclusione della carica di vicepresidente, o previsione che la carica stessa sia attribuita esclusivamente quale modalità di individuazione del sostituto del presidente in caso di assenza o impedimento, senza riconoscimento di compensi aggiuntivi; divieto di corrispondere gettoni di presenza o premi di risultato, deliberati dopo lo svolgimento dell'attività e divieto di corrispondere trattamenti di fine mandato ai componenti degli organi sociali; obblighi informativi per assicurare la trasparenza dell'attività della società.

Infine, e non da ultima, il nuovo statuto di Amiu richiede la comprova del requisito dell'attività prevalente. Infatti, lo statuto dispone adesso il limite minimo di fatturato, oltre l'80 per cento, da maturarsi nello svolgimento dei compiti affidati alla società stessa dall'ente pubblico o dagli enti pubblici soci. Il nuovo testo dispone, contestualmente, che la produzione ulteriore rispetto al suddetto limite di fatturato sia consentita «solo a condizione che la stessa permetta di conseguire economie di scala, o altri recuperi di efficienza, sul complesso dell'attività principale della società».

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