«L’ovvietà è diventata controcorrente. Se diciamo che due più due fa quattro o che i bambini nascono da un uomo e da una donna, diciamo un’ovvietà ma, nel periodo in cui viviamo, l’ovvio è controcorrente». È quanto affermato dall’avvocato Gianfranco Amato, presidente dell’associazione “Giuristi per la vita”, nel corso dell’incontro che si è tenuto ieri nel centro Bethel, in piazza Plebiscito, a Trani.
Ad accompagnarlo, in uno spettacolo lungo tre ore al quale sono accorse centinaia di persone, le canzoni e la chitarra di Giuseppe Povia, noto per aver vinto il Festival di Sanremo nel 2006 con la canzone “I bambini fanno ooh” ma anche per le sue discusse posizioni su famiglia, immigrazione, orientamento sessuale, e per essere autore e interprete di “Luca era gay”, la canzone che, nel 2009, dal palco di Sanremo, avviò un acceso dibattito sull’omosessualità.
Il dibattito prende il titolo, “Dobbiamo salvare l’innocenza”, da una delle canzoni del nuovo album di Povia, “Nuovo contrordine mondiale”.
Lo spettacolo è stato ostracizzato in diverse parti d’Italia, ma non a Trani. Qui, solo il Comitato bene comune, in una nota stampa, ha invitato a boicottare l’evento perché «questi signori propagandano un’idea fuorviante dell’innocenza, che si traduce nella demonizzazione di ogni forma di orientamento affettivo e sessuale non corrispondente ai rigidi schemi di una certa fetta integralista del mondo cattolico».
Nel corso dell’incontro si è parlato della “famiglia tradizionale” (d’altronde, Amato è stato uno degli organizzatori del “Family day” di Roma), quella composta da uomo, donna e figli. «Invertiamo la rotta» è un invito a “ritornare” all’idea di quella famiglia.
Lo ha spiegato il presidente dell’associazione “Comitato progetto uomo”, Mimmo Quatela, tra gli organizzatori dell’evento: «L'avvocato Amato e il cantante Povia sono due campioni nella difesa della vita umana. Questo tipo di manifestazione non trova sempre il consenso unanime ma questo è giusto. Noi condividiamo con Amato e Povia i valori della famiglia tradizionale».
«Le tematiche affrontate - ha detto Quatela - sono state diverse e attualissime tanto da aver meravigliato, coinvolto ed emozionato i circa 250 presenti, lasciando al pubblico in sala molto su cui riflettere. Parliamo di temi delicati come i diritti dei bambini, la teoria gender, il potere culturale e finanziario mondiale, l’identità della famiglia naturale, la pratica dell’utero in affitto spiegati in una chiave accessibile a tutti, tramite l’ausilio di slide e video esplicativi, nonché la capacità di Giuseppe Povia di tradurli in musica. Tutto rigorosamente documentato dall’avvocato Amato. Grazie all’esperienza e professionalità di entrambi è stato possibile svelare ciò che i media tacciono e nascondono agli occhi del popolo. Questo evento è stato anche un invito a non omologarci al “pensiero unico” che già Orwell, nel suo capolavoro “1984”, aveva predetto e che Papa Francesco denuncia giornalmente».
Povia e Amato hanno citato anche la raccolta di saggi “Eretici”, di Chesterton e il romanzo “Il mondo nuovo” di Huxley.









