«Tutto quello che organizziamo, ce lo autotassiamo e autofinanziamo. Finora, non abbiamo preso un euro dal Comune di Trani». Così Nichi Battaglia, di Madeinpuglia, che gestisce palazzo Beltrani, ha aperto la conferenza stampa di presentazione della nuova mostra allestita nel museo, “Artis gratia”. «La nostra ambizione – ha continuato Battaglia - è che questa sia una casa della cultura aperta a tutti, come è stato durante “I dialoghi di Trani”. Abbiamo ospitato qui centinaia di persone in pochissimi giorni». Il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, si è complimentato con Battaglia per aver «restituito alla città questo bene».
Grazie alla collaborazione con la Fondazione Megamark, chi presenterà alle casse la carta fedeltà Megamark otterrà il 50 per cento di sconto sul ticket di ingresso al museo–pinacoteca Ivo Scaringi. «Gli assenti hanno sempre miseramente torto – ha detto il cavalier Giovanni Pomarico, presidente della Fondazione e dell’omonimo gruppo, riferendosi all’importanza degli eventi culturali -. Trani ha tutte le potenzialità per essere una città turistica, è un abitacolo fantastico per l’arte. Quando si dà cultura alla città, si dà ricchezza».
Il curatore della mostra, Angelo Criscuoli, ha confermato che palazzo Beltrani ha le potenzialità per essere un «contenitore culturale di riferimento per tutto il Sud ma anche per tutta l’Italia». Il rammarico di Criscuoli è che il Sud non sappia valorizzare tutto ciò che ha: «Il Meridione non ha nulla da invidiare al Nord. Quando si parla di cultura, trovo vergognoso che non si citi mai Napoli, dove è sorta una delle prime università d’Europa. Noi eravamo l’impero di Federico II». La cultura deve e può ripartire dal Sud. Questa è la sfida per il Mezzogiorno d’Italia.
Il critico d’arte Nello Arionte ha spiegato che «la ricerca artistica in questa mostra è visibile, non sovrastrutturata. L’arte contemporanea deve recuperare l’attenzione, in quanto siamo tutti molto distratti».
Nel corso della mostra d’arte contemporanea “Artis gratia” saranno esposti quadri di Sandro Bini, Tonino Caputo, Luca Dall’Olio, Bruno Donzelli, Mario Ferrante, Vittorio Petito, Massimo Sansavini, Marco Sciame.
Alcuni di questi artisti erano presenti alla conferenza stampa. Tonino Caputo, classe 1933, di sé ha detto: «Non sono un maestro, non ho mai frequentato accademie. Mi definisco un pittore, amo dipingere e faccio questo lavoro che amo. Per me questo è gratificante».
Sandro Bini ha parlato dell’importanza dell’«umiltà» e ha proposto che ogni artista doni un’opera al palazzo.
Mario Ferrante: «Credo che questa sede così spettacolare possa essere il luogo adatto ad accogliere questa esperienza artistica che parla dell’anima. L’opera d’arte è il termometro della cultura, della politica, e anche dell’esistenza».
Marco Sciame si è avvicinato dodici anni fa all’arte e alle performance artistiche, dopo essere stato per molti anni disegnatore di fumetti: «Affrontare l’arte non è facile, perché viviamo in un momento molto difficile per l’arte. E un pittore che sopravvive del suo lavoro in questo periodo di crisi è il miracolo dell’arte».
Federica G. Porcelli
(Della mostra, scriviamo in altro spazio)



