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«Metti una cava a cena»: Trani, un sabato sera fra pioggia e quei fumi mai spenti

«Metti una cava a cena». Si potrebbe parafrasare così il titolo del celebre film del 1969 di Giuseppe Patroni Griffi, con protagonista Jean-Louis Trintignant e reso ancora più famoso dalla spettacolare colonna sonora di Ennio Morricone, per meglio rendere le sensazioni avvertite nel pieno centro di Trani, ieri sera, tornando a respirare gli inconfondibili odori molesti provenienti dalla cosiddetta «cava dei veleni bis» di contrada Monachelle.

Ieri, infatti, a causa della fortissima umidità associata ad una sottile, ma costante pioggia, il territorio urbano si è impregnato contemporaneamente dell'inconfondibile timbro dei fumi provenienti da una cava dismessa che brucia ininterrottamente da almeno tre mesi, se si tiene conto del fatto che fu localizzata il 19 settembre scorso, ma già fumava da giorni. Evidentemente, non sono bastate ripetute operazioni di soffocamento per porre fine ad un fenomeno che sembra tutt'altro che circoscritto e, soprattutto, per nulla di lieve entità.  

Secondo quanto riferisce l'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio, che ieri sera ha confermato di avere anch'egli avvertito all'olfatto le stesse sensazioni moleste, «negli ultimi giorni i residenti ed operatori della zona erano tornati a segnalare con particolare preoccupazione il nuovo innalzarsi degli odori molesti e, così l'amministratore giudiziario, del sito (posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica, ndr) aveva autorizzato il conferimento di nuovo terreno sui nuovi punti in cui erano ripresi a fuoriuscire fumi».

In altre parole, sembra si stia confermando l'ipotesi che il fuoco, strozzato da alcune parti, trovi sistematicamente sfogo da altre. Nel frattempo, «Arpa e Provincia hanno avviato carotaggi utili alla caratterizzazione del sito - fa sapere l'assessore -, nell'attesa dei lavori strutturali di sbancamento del fronte dei rifiuti, messa in sicurezza e bonifica della cava».

Attualmente, però, è un dato di fatto che la cava continui a fumare, nonostante il pur tardivo responso dell'Arpa abbia messo nero su bianco sul fatto che lì sono stoccati gasolio ed oli lubrificanti che determinano una concentrazione di idrocarburi pesanti C12 nella misura di 50.809 milligrammi su chilogrammi, a dispetto di un limite di legge di appena 50.


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