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Casa Bovio fu sede degli ingegneri per farci un ascensore: mai visto. Oggi l'Ordine paga 13mila euro al Comune di Trani e chiude il caso

Quasi un paradosso, la giunta comunale si fa pagare dagli ingegneri 18mila euro, a conclusione di una transazione di lunga data. E tutto questo mentre, nella casa natale di Giovanni Bovio, in cui l'ordine professionale aveva avuto sede, continua ad avere casa una famiglia di abusivi che ancora non va via.

È quanto si evince da una delibera con cui la giunta comunale ha approvato di aderire ad una proposta transattiva, formulata dal Ordine degli ingegneri della Provincia di Barletta-Andria-Trani, risalente addirittura al 26 aprile 2012, consistente nella corresponsione di 18mila euro quale contributo forfettario per l'uso dell'immobile, tuttora occupato da un nucleo familiare di sette persone, di cui cinque minori, dal 13 gennaio 2006 al 5 maggio 2012.

Inizialmente l'Ordine degli ingegneri aveva occupato l'intera palazzina in cui ebbe i natali l'illustre filosofo e parlamentare. E questo a seguito del Piano di valorizzazione del patrimonio immobiliare del 2010, in cui il consiglio comunale stabiliva di cedere in uso l'immobile, in favore dell' Ordine degli ingegneri, previa corresponsione del relativo canone e l'onere dell'installazione di un ascensore.

L'Ufficio patrimonio invitava quello tecnico alla quantificazione del canone e precisava agli ingegneri che i lavori per il superamento delle barriere architettoniche, tra i quali l'installazione dell'ascensore, sarebbero stati previsti nel contratto da redigersi a totale carico dell'ordine, a fronte della mancata corresponsione di canoni nella pregressa concessione, partita il 13 gennaio 2006, data del verbale di consegna delle chiavi.

Il presidente dell'Ordine degli ingegneri, Vincenzo Bacco, il 27 ottobre 2010 faceva sapere che la loro fruizione dell'immobile era riferita al solo piano terra. A quel punto l'Ufficio tecnico comunicava la quantificazione del canone mensile, pari a 1.675 euro, riferito però all'intero stabile, sviluppato tra piano terra, primo e secondo piano. A sua volta, l'Ufficio patrimonio comunicava all'ordine le condizioni contrattuali, che sarebbero decorse dal 3 marzo 2011 per la formalizzazione della concessione.

Dal canto loro gli ingegneri, con una nota del 26 aprile 2012, comunicavano invece il rilascio dell'immobile e dichiaravano la disponibilità a corrispondere 13mila euro, quale contributo forfettario per l'uso dell'immobile dalla data dell'insediamento fino a febbraio 2011, ed altri 5mila per l'utilizzo del solo piano terra, da marzo 2011 a maggio 2012, data di rilascio.

La giunta Bottaro ha ritenuto che sussistano almeno due motivazioni per aderire alla proposta transattiva formulata dall'ordine: la prima è che «l'eventuale, mancata adesione potrebbe sortire un contenzioso che comporterebbe per l'ente ulteriori oneri finanziari per le spese legali, a fronte comunque di un aleatorio esito finale del giudizio»; in secondo luogo, «l'adesione comporta un immediato introito nelle casse comunali».

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