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Casa Bovio, un paradosso tutto targato Trani: più lavori dagli abusivi che dagli ingegneri

Che la casa natale di Giovanni Bovio non abbia mai avuto pace è puro eufemismo.

Ma l'adesione della giunta comunale ad una proposta di transazione dell'Ordine degli ingegneri sembra illustrare più che sufficientemente, con il senno di poi, cosa sia realmente accaduto in questi ultimi quindici anni, dal 2003 ad oggi, in quell'immobile storico situato in via Mario Pagano, nel tratto compreso fra via Alvarez e via Sant'Agostino.

Infatti, risale al 2003 l'inaugurazione della palazzina ristrutturata dal Comune, sotto l'egida del commissario straordinario dell'epoca, Giuliana Perrotta e per ferma volontà del compianto storico Michele Ladogana. Sarebbe dovuta essere sede di un museo di opere boviane, ma da lì a poco, nonostante la buona volontà manifestata da tutti, l'immobile restò chiuso.

Il motivo sembra spiegarsi proprio alla luce del successivo ingresso dell'Ordine degli ingegneri, risalente al 2006: dall'odierna delibera di giunta si comprende che la presenza dell'ordine fosse legata strettamente alla necessità di effettuare lavori strutturali per l'abbattimento delle barriere architettoniche, a cominciare dalla realizzazione di un ascensore. In altre parole, casa Bovio era stata inaugurata in maniera fin troppo disinvolta.

In realtà l'ordine degli ingegneri, dal 2006 al 2010, sembra abbia occupato casa Bovio senza la formalizzazione di alcuna concessione, né canone, autorizzato solo a parole nell'attesa di mettere le cose a posto: «Voi state dentro e ci fate i lavori», avrà detto il Comune agli ingegneri; «Voi formalizzate e poi iniziamo», avranno risposto i professionisti.

Un probabile rimpallarsi le responsabilità che sarebbe durato fino al 2010, quando finalmente si definisce in maniera ufficiale la concessione in uso da parte del Comune di Trani agli ingegneri. A quel punto, però, i professionisti si rifugiano nel piano terreno, salvo poi abbandonarlo completamente senza realizzare neanche una delle opere previste, a cominciare dall' ascensore. Paradosso su paradosso, dentro casa gli abusivi di oggi hanno fatto più lavori non autorizzati di quelli, previsti, che gli ingegneri non fecero.

Nel frattempo, nonostante le numerose ordinanze di sgombero, gli attuali occupanti sono ancora lì, proprio al piano terreno, e addirittura, secondo quanto riferiscono testimoni oculari, avrebbero già sistemato all'esterno le luci di Natale, segno di una volontà sempre più lontana di trasferirsi da qualche altra parte in tempi brevi.


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