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Richiesta di rito abbreviato per gli estorsori, i difensori contestano la costituzione parte civile del Comune di Trani: il Gip di Bari rinvia ogni decisione al 14 dicembre

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Rosa Anna Depalo, ha rinviato al prossimo 14 dicembre la Camera di consiglio in relazione alla richiesta di rito abbreviato per gli imputati del reato di estorsione in concorso, con l'aggravante del metodo mafioso ed altri capi di accusa riconducibili alla cosiddetta «banda degli estorsori» di Trani.

Il primo motivo alla base dello slittamento della data è legato alle eccezioni formulate dalle difese degli imputati sulla costituzione parte civile del Comune di Trani che, nonostante sia parte offesa, e dunque pienamente legittimato, avrebbe proposto una domanda di ammissione con alcune presunte lacune.

Ad evidenziarle, in un primo intervento, i difensori di Nicola Petrilli, vale a dire Angelo Scuderi ed Ernesto Pensato, le cui eccezioni sono state richiamate ed arricchite di ulteriori elementi dai legali degli altri imputati.

Per la cronaca, il Comune ha sostituito il difensore in corso d'opera: il responsabile dell'Ufficio legale, Michele Capurso, oberato di cause, ha ceduto il compito alla collega Pasqua Di Pilato, che avrebbe dovuto difendere l'ente gratuitamente nel processo Zanni, cui però il Comune si presentò tardivamente e non fu ammesso. In questo caso, il compenso pattuito è di 2.500 euro circa.

Gli avvocati hanno anche eccepito su alcuni atti di indagine integrativi da parte dei due pubblici ministeri titolari dell'inchiesta, vale a dire Marcello Catalano, per la Procura di Trani, e Giuseppe Maralfa, per quella di Bari, entrambi presenti alla Camera di consiglio di stamani, tenutasi a Bari. Secondo i difensori, si tratterebbe di elementi non integrabili nel giudizio, ed anche su questo il Gip dovrà esprimersi il prossimo 14 dicembre.

Lo stesso dicasi di condizionato, con in alternativa l'abbreviato, per gli imputati Michele Regano e Armando Presta, difesi rispettivamente da Claudio Papagno e Francesco Di Marzio, e da Giangregorio De Pascalis e Massilmiliano De Gennaro. Il prossimo 14 dicembre il cerchio si chiuderà su tutte le questioni aperte e si fisserà la data del rito abbreviato, ovvero il giudizio per chi non fosse ammetto al primo.

Le estorsioni oggetto dell'inchiesta, una consumata e le altre tentate, riguardarono attività della ristorazione, imprenditoriali, del settore immobiliare e lapideo. Secondo quanto ipotizzato dalla pubblica accusa, l’azione criminale sarebbe stata estesa all’intero territorio cittadino e caratterizzata da un pesante clima di terrore ingenerato dalla personalità e dalla caratura dei malfattori, dalle minacce espresse di danneggiamenti alle cose, nonché di lesioni personali alle vittime. I malviventi avrebbero preteso il pagamento di somme di denaro fino a 40.000 euro , minacciando di compiere incendi e danneggiamenti alle rispettive attività, qualora non avessero aderito.

E vi è anche un «omissis» fra gli imputati, l'ottavo di un elenco che inizia con il nome dell'indiscusso capo della banda, Vito Corda 39 anni, pluripregiudicato. Corda è adesso collaboratore di giustizia, domiciliato presso il Servizio centrale di protezione e detenuto presso il carcere di Ariano Irpino. Quanto agli altri imputati, la pubblica accusa è certa del ruolo attivo che avrebbero avuto nel clan: alcuni intermediari; altri gregari; altri ancora semplici fiancheggiatori.

Questo l'elenco e, tra parentesi, le relative città di detenzione: Giuseppe Corda, fratello di Vito, Larino; Michele Di Feo attualmente sottoposto agli arresti domiciliari; Ilir Gishti, albanese residente a Trani (Lecce); Nicola Pecorella (Melfi); Pasquale Pecorella (Montorio, in provincia di Verona); Nicola Petrilli (Trani); Pasquale Pignataro (Foggia); Armando Presta (Taranto); Michele Regano (Trani). L'omissis è l'unico soggetto a piede libero.

Sono ben 17 le parti offese, una sola delle quali, il Comune di Trani, si è costituito parte civile. Gli altri sono imprenditori e cittadini a vario titolo oggetto delle estorsioni.

Lo scorso 9 ottobre, presso il Tribunale di Trani, si è tenuta la prima udienza del processo con giudizio ordinario a carico di Domenico Pignataro. Si tratta dell'unico soggetto per il quale, dal decreto di giudizio immediato, si è passati al rito ordinario. Anche in quel dibattimento il Comune è parte civile, difeso dall'avvocato Capurso, ed è stato regolarmente ammesso.


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