La «giunta delle competenze», nominata nell'estate 2015 quasi come interamente sganciata dai partiti, resta un flebile ricordo nel nome di una squadra di governo molto più dettagliatamente collegata ai soggetti politici della maggioranza che sostiene il primo cittadino.
Lo fa capire lo stesso sindaco, motivando il rimpasto appena compiuto: «Di fronte alle incertezze della mia maggioranza ho affrontato la prima metà del mio mandato con assessori quasi tutti di mia scelta diretta. Adesso il quadro si è maggiormente delineato e posso passare alla "fase due" del mio governo, in uno scenario di totale condivisione con le forze politiche che mi sostengono. Di certo - aggiunge -, fare gli assessori oggi non è facile perché è si esposti inevitabilmente a mille critiche, ricevendo in cambio pochissime gratificazioni. Per questo, a maggior ragione, devo ringraziare di cuore sia chi è stato nella mia squadra finora, sia coloro che subentrano e che sanno di essere attesi da un compito tutt'altro che agevole».
Il totale - parziale - degli assessori nominati da Bottaro è di sedici in due anni e mezzo, con una media di mezzo assessore al mese. Ma il primo cittadino tende a sua volta a chiarire che «rappresentare i numeri in questo modo - sebbene siano oggettivi - è anche ingeneroso. Infatti, bisogna ricordare che alcune alcuni cambiamenti in giunta li ho dovuti subire per via di dimissioni e che, in ogni caso, si è proceduto quasi sempre per gruppi e mai con singoli provvedimenti che avrebbero potuto, quelli sì, dare adito a speculazioni politiche. Tutto quello che si è fatto finora - sottolinea Bottaro - ha seguito un percorso, a mio avviso, più che lineare e, in molti casi, assolutamente necessario».
