Nel Rosatellum si torna a parlare di coalizione. Un gruppo di liste può sostenere un candidato nel collegio uninominale, ed ognuna di queste liste può correre singolarmente nel proporzionale.
Sulla scheda elettorale troveremo il nome del candidato per la quota maggioritaria, il simbolo delle liste a lui collegate, i nomi dei candidati (da 2 a 4) con listino bloccato per la parte proporzionale.
Due sono le possibilità di voto. La prima ipotesi è la croce sul nome del candidato di collegio: il voto si estende anche ai partiti collegati e contribuisce al risultato nella parte proporzionale. La seconda ipotesi è la croce sul simbolo di uno dei partiti o del partito collegati al candidato del collegio: il voto si estende al candidato del collegio.
La scheda è unica. È possibile dare un solo voto, che vale sia per la lista, sia per il candidato collegato. È vietato il voto disgiunto, quindi non si può votare un candidato nel collegio uninominale ed una lista a lui non collegata nel proporzionale.
È prevista la pluricandidatura, quindi è possibile presentarsi in un collegio uninominale e, contemporaneamente, in più collegi plurinominali fino ad un massimo di 5.
Se un candidato appartiene ad un partito sotto la soglia del 3 per cento, ma viene eletto nel maggioritario, ottiene comunque il seggio.
Per quanto riguarda le quote rosa, ciascuno dei due sessi non può rappresentare più del 60 per cento dei candidati di un listino bloccato. In collegi uninominali con 2 seggi da assegnare, dovranno essere un uomo e una donna. Con 3 seggi due uomini e una donna, o due donne un uomo. Con 4 seggi, fino a 3 uomini e una donna, o naturalmente l'inverso.
Il testo del decreto attende, adesso, il vaglio delle Commissioni affari costituzionali di Camera e Senato. che avranno 15 giorni di tempo per formulare i loro pareri. L’ultima parola spetterà al governo, che potrà accogliere o lasciar cadere le istanze parlamentari. A metà dicembre il ridisegno dei collegi sarà ultimato. Pronto nel caso in cui si vada a votare a marzo.

