Domenica 17 dicembre alle 12 saremo in piazza della Repubblica per l’ambiente. Lo faremo così come abbiamo fatto altre volte, a cominciare dalla manifestazione per il mare del 2013.
Vi sono diversi motivi per dire sì alla partecipazione, e anche per dire no.
Sì, perché chiediamo con forza il diritto alla salute, che a nostro avviso da anni non è adeguatamente tutelato.
Sì, perché abbiamo raggiunto livelli di inquinamento preoccupanti, tra la discarica di Puro vecchio che ha sversato migliaia di litri di percolato e che, dopo tre anni, non ha ancora visto gli interventi decisivi di bonifica e che qualcuno, evidentemente in preda a follia autoctona, vorrebbe addirittura riaprire.
Sì, perché l’amianto, presente anche in centro città, continua ad oggi a sorvolare sulle nostre teste.
Sì, perché riteniamo che questo sia un esercizio di partecipazione, che aiuta a costruire quella coscienza civica che Trani merita.
Sì, perché la gente è stanca e deve poter esprimersi liberamente e la piazza ci sembra il luogo migliore, quello dove spesso abbiamo ascoltato promesse farcite dalla dialettica rivelatasi spesso vuota.
Ma ci sarà anche il no.
No, perché non voglio espormi, la città è piccola, meglio restare a guardare.
No, perché tanto lo fanno gli altri, al massimo metto un like, non basta?
No, perché la domenica alle 12 leggo la Gazzetta dello sport ed è un appuntamento irrinunciabile.
No, perché non vorrei mettermi contro qualcuno, e se domani dovessi aver bisogno di un favore?
No, perché tanto non si risolve niente.
No, perché ho paura.
Sarebbe invece auspicabile liberarsi da eventuali catene d’affetto che hanno portato la nostra città in questo stato, perché un disastro ambientale non si improvvisa, richiede tempo e impegno, talvolta talento.
Sarebbe invece auspicabile che i “guerrieri” del passato si unissero a questo coro, a questo urlo democratico e civile che fa il tifo per noi, per la nostra salute e per l’ambiente.
I silenzi rappresentano un linguaggio non verbale preciso, inquietante e pericoloso.
Vi aspettiamo domenica perché Trani deve far sentire la sua voce libera.
Il presidente di Comitato bene comune Trani – Teresa De Vito

