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Cava dei veleni bis, Santa Geffa a rischio? Due organismi di Trani invocano la precauzione, Xiao Yan replica: «Qui mai avvertito nulla». Ma il presepe scolastico cambia sede

In merito alla “cava dei veleni bis”, Vincenzo Dibari, dell’associazione Città dell’infanzia, e Nunzio Di Lauro, della Guardia eco-ambientale Folgore, scrivono all’amministrazione comunale di Trani «suggerendo, sulle attività da svolgersi  presso il parco Santa Geffa, l'eventuale adozione del “principio di precauzione”.

È risaputo – scrivono - che da circa tre mesi dalla cava dismessa di Contrada Monachelle (soprannominata “cava dei veleni bis”) si stanno verificando emissioni fumogene e di gas che si sprigionano senza causa certa. È risaputo anche che il parco Santa Geffa non è molto distante da questa cava. Poiché nei prossimi giorni di dicembre sono previste parecchie attività in favore di bambini e ragazzi presso il succitato parco, non conoscendo la natura e l’eventuale carico inquinante o tossicità o meno di questi fumi e gas e non potendo escludere che le condizioni meteorologiche (velocità e direzione del vento, temperatura, umidità, pressione, radiazione solare al suolo) possano trasportarli e diffonderli all'interno del parco Santa Geffa, le scriventi associazioni si chiedono e chiedono se non sia il caso di applicare il “principio di precauzione” sia per tutelare la salute pubblica (in questo caso di bambini e ragazzi) e sia per salvaguardare le condizioni dell’ambiente, posto che la sua tutela nonché quella degli ecosistemi naturali deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione».

Daniele Ciliento, presidente dell’associazione Xiao Yan, che gestisce il parco di Santa Geffa, ha fatto sapere che «non si sentono emissioni odorigene al parco, probabilmente perché esse dipendono dallo spirare del vento. Anzi, si sentono di più nella zona Nord della città, dove in certe ore l’aria è irrespirabile. La “via precauzionale” dovrebbe riguardare tutto il territorio della cava, in un’area nell’arco di un chilometro dalla stessa. Quindi, si dovrebbero chiudere non solo il parco ma anche tutte le attività della zona industriale (dove ci sono negozi, una università, ville, parrocchie, scuole). Capisco questa preoccupazione, se applicata a tutti. Altrimenti, è solo un attacco verso di noi».

Intanto, il presepe vivente dei bambini della Petronelli, che si sarebbe dovuto tenere sabato e domenica a santa Geffa, si terrà presso la scuola stessa. Non sono previste numerose attività nel periodo natalizio.

«Qualsiasi azione deve essere decisa sulla base di numeri e analisi certe. Di certo non metteremo a rischio anche la nostra salute per Santa Geffa» ha concluso Ciliento.


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