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Rito abbreviato per gli estorsori, Comune non ammesso parte civile: prima udienza, a Bari, il 1mo marzo. Due imputati saranno giudicati a Trani

Il Comune di Trani è stato escluso quale parte civile nel rito abbreviato contro la banda degli estorsori, la cui prima udienza si terrà, il prossimo 1mo marzo, presso il Tribunale di Bari. Lo ha deciso, al termine della camera di consiglio di oggi, il Giudice per l'udienza preliminare, Rosa Anna Depalo.

Il Gup ha così accolto le eccezioni difensive, sollevate nell'udienza dello scorso 5 dicembre, dai difensori degli imputati, a cominciare dai legali di Nicola Petrilli, vale a dire Angelo Scuderi ed Ernesto Pensato. I loro colleghi avevano integrato le osservazioni e concorso, evidentemente, ad orientare il giudice verso una scelta per certi versi clamorosa.

In buona sostanza, secondo il Gup, esistono vizi formali e sostanziali nell'atto di costituzione parte civile del Comune, in cui si ravviserebbe la violazione della correlazione tra capi di imputazione e richiesta risarcitoria.

In particolare, il magistrato parla di «confusione aggiunta a confusione» poiché nessuna delle imputazioni oggetto di questo processo fa riferimento alla costituzione di un sodalizio da parte degli imputati, ma solamente al loro agire, nei modi e per le finalità stigmatizzate per legge. Senza dire che una delle imputazioni - aggiunge il Gup - è del tutto eterogenea per diversità dell'oggetto e, pertanto, non è in alcun modo riconducibile alla tipologia dei delitti potenzialmente lesivi degli interessi rappresentati dall'ente territoriale».

Davvero pochi sconti, dunque, per il Comune di Trani difeso dall'avvocato Pasqua Di Pilato, che avrebbe dovuto difendere l'ente gratuitamente nel processo Zanni, cui però il Comune si presentò tardivamente e non fu ammesso. In questo caso, il compenso pattuito era stato di 2.500 euro circa.

Il difensore dell'ente aveva chiesto, anche, di utilizzare atti depositati successivamente alla data di emissione del decreto di giudizio immediato, ma la richiesta potrà essere oggetto di interesse «soltanto in caso di implementamento in via ufficiosa del giudizio - ha disposto il Gup -, ove ricorrano i presupposti per l'esercizio del relativo potere ex lege, all'esito della valutazione complessiva del materiale sotteso alla richiesta del giudizio».

Il Giudice per l'udienza preliminare ha anche stralciato le posizioni di Michele Regano e Armando Presta, difesi rispettivamente da Claudio Papagno e Francesco Di Marzio, e da Giangregorio De Pascalis e Massilmiliano De Gennaro. Entrambi avevano chiesto il giudizio abbreviato condizionato, ma il Gup ha disposto per loro il giudizio ordinario, davanti al Tribunale collegiale di Trani, il prossimo 19 febbraio.

Qui è già partito il giudizio a carico di Domenico Pignataro, al quale invece il Comune di Trani, diverso dal suo responsabile legale, Michele Capurso, è stato regolarmente ammesso quale parte civile.

Tutti gli altri imputati sono stati ammessi al rito abbreviato: Vito e Giuseppe Corda; Ilir Gishti; Nicola e Pasquale Pecorella; Nicola Petrilli; Pasquale Pignataro. L'udienza del 1mo marzo sarà la prima di quattro.

Le estorsioni oggetto dell'inchiesta, una consumata e le altre tentate, riguardarono attività della ristorazione, imprenditoriali, del settore immobiliare e lapideo. Secondo quanto ipotizzato dalla pubblica accusa, l’azione criminale sarebbe stata estesa all’intero territorio cittadino e caratterizzata da un pesante clima di terrore ingenerato dalla personalità e dalla caratura dei malfattori, dalle minacce espresse di danneggiamenti alle cose, nonché di lesioni personali alle vittime. I malviventi avrebbero preteso il pagamento di somme di denaro fino a 40.000 euro, minacciando di compiere incendi e danneggiamenti alle rispettive attività, qualora non avessero aderito.


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