Nessuna interdizione dai pubblici uffici per I magistrati di Trani, Michele Ruggiero e Alessandro Donato Pesce, indagati dalla Procura della Repubblica di Lecce per tentato abuso d'ufficio, tentata violenza privata e tentato falso relativamente a presunte pressioni esercitate su alcuni testimoni dell'inchiesta Sistema Trani, di cui è titolare lo stesso Ruggiero.
Lo ha disposto la Quinta sezione penale della Cassazione, rigettando il ricorso della procura salentina contro la decisione del Riesame di Lecce di respingere, come già aveva fatto il Gip di quel tribunale, la richiesta di applicazione della sospensione formulata dal pm Roberta Licci, titolare del fascicolo d'indagine sui due colleghi di Trani.
La procura leccese contestava a Ruggiero e Pesce di avere usato metodi poco ortodossi durante gli interrogatori di imprenditori salentini dell'azienda Italtraff, aggiudicataria dell'appalto per la fornitura dei photored su quattro incroci semaforici a Trani. Per l'accusa, Ruggiero e Pesce avrebbero minacciato le persone ascoltate di farle finire in carcere se non avessero detto la verità. Al contrario i due pm - sia negli interrogatori davanti al Gip, sia nelle memorie presentate al Riesame - avevano spiegato di avere solo informato i testimoni circa le conseguenze penali cui sarebbero andati incontro se avessero rilasciato false dichiarazioni.
La Cassazione ha comunque formulato un atto di incolpazione nei confronti dei due magistrati, che adesso sarà valutato da Consiglio superiore della magistratura nel plenum del prossimo 20 dicembre, in cui Palazzo dei marescialli dovrà tornare sulla decisione se concedere o meno, a Ruggiero, il collocamento fuori ruolo necessario perché collabori come consulente con la commissione d'inchiesta sulle banche, su indicazione di Movimento 5 stelle e Forza Italia.
