«È lo sfogo di un dirigente che due anni fa ha presentato una proposta di delibera. Quella proposta di delibera, poi, era andata in commissione, la commissione aveva sollevato una serie di dubbi e perplessità alle quali il dirigente non ha mai risposto perché, nel frattempo, era andato via». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, in merito al caso della modifica della perimetrazione del comparto 37, al centro di un provvedimento che sembra particolarmente scottare in un consiglio comunale che, finora, ha accuratamente evitato di entrarne nel merito.
Il carteggio fra primo cittadino e dirigente dell'Area urbanistica, però è diventato più pubblico ed imbarazzante che mai. E così, Bottaro, invitato dal cronista a chiarire, richiama la vicenda dal suo punto di vista. «Dopo che l'ingegner Stasi decise di lasciare Trani, sarebbe arrivato un altro dirigente all'Urbanistica, l'ingegner Gianrodolfo Di Bari, che l'ha pensata in maniera diametralmente opposta rispetto al collega, preparando addirittura una proposta di annullamento di tutte quello che precedentemente era stato fatto perché riteneva la delibera predisposta da Stasi assolutamente non condivisibile. Una nota della Regione ha ingenerato ancora più incertezza, soprattutto fra consiglieri comunali che sono chiamati ad approvare un provvedimento non sempre avendo padronanza della materia».
Nel frattempo, però, Stasi è ritornato e ha riformulato la sua vecchia proposta di delibera, rispetto alla quale sono state mosse inevitabili perplessità. «Comprendo bene che il dirigente si sia risentito - afferma Bottaro -, perché siano anche in presenza di un tribunale che ci obbliga, giustamente, a dare una risposta, qualsiasi essa sia, al cittadino. È uno sfogo legittimo ed è abbastanza normale che queste cose accadano, ma io eviterei di alzare un polverone, anche lo discuteremo, molto serenamente, in consiglio comunale».


