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AGGIORNATO. Troppi pericoli, San Domenico chiude dall'8 gennaio a tempo indeterminato: 350mila euro per riaprirla, ma non pagherà il Comune di Trani

La settecentesca chiesa di San Domenico chiuderà dall'8 gennaio, a tempo indeterminato, per ragioni di pubblica incolumità. Lo ha ordinato il dirigente dell'Area lavori pubblici e patrimonio, Giovanni Didonna, con un provvedimento che dispone la rimozione dell'impalcatura sulla facciata, l'interdizione all'uso dell'edificio ecclesiastico e la realizzazione di una recinzione di sicurezza.

LE ORIGINI DEL PROBLEMA

San Domenico, da sempre ritenuta di proprietà del Comune di Trani, da tempo vive in una situazione di degrado a causa della instabilità di alcune parti murarie, nonché di un grosso finestrone lungo la parete adiacente la villa comunale. Lungo quella stessa parete, si verificano fenomeni di infiltrazioni, spesso copiose. Ciononostante, la chiesa finora è stata adibita al culto, sebbene aprendo con discontinuità.

L'IMPALCATURA DI TUTELA

Da tempo il prospetto principale dell'edificio è cinto da un'impalcatura di tutela, fatta realizzare dall'Ufficio tecnico nel 2015, a seguito di un sopralluogo presso il quale, alla presenza di rappresentanti di Comune, Prefettura, Soprintendenza e Curia, emergeva l'esigenza di condurre ulteriori e più accurate indagini sulle strutture murarie della chiesa, per valutare possibili fenomeni progressivi, con particolare riferimento alla facciata. Il presidio è tuttora presente sulla facciata, mantenendo la chiesa fruibile al pubblico.

LE SPESE ED IL MISTERO DELLA PROPRIETÀ

Sempre nel 2015, la Soprintendenza comunicava di avere effettuato un sopralluogo individuando gli interventi necessari, in ordine alla messa in sicurezza della chiesa, nella misura di 350.000 euro. A quel punto, però, si apriva un lungo carteggio con l'amministrazione comunale, per definire in maniera chiara le la titolarità del bene, non disponendo il Comune delle somme necessarie per quei lavori strutturali. Ebbene, lo scorso luglio, il dirigente uscente dell'Area economico-finanziaria, Angelo Pedone, accertava la proprietà del bene in seno al Fondo edifici di culto, invitando il Comune, all'attivazione delle esecuzione in danno delle opere di messa in sicurezza, previa messa in mora del soggetto proprietario.

L'ULTIMO SOPRALLUOGO

Nella perdurante mancanza di riscontro in ordine alla definizione della titolarità del bene, un nuovo sopralluogo si effettuava lo scorso 3 novembre, presenti Soprintendenza, Curia, Ufficio tecnico e Prefettura: ne emergeva la necessità di adottare ogni misura precauzionale per la tutela del bene e della pubblica incolumità. Nel frattempo, l'Ufficio legale del Comune di Trani rilasciava un parere per il quale gli obblighi di manutenzione non ricadono sul Comune. La Prefettura convocava un incontro, tenutosi l'altro ieri, 21 dicembre. La Soprintendenza, assente, faceva pervenire una nota rappresentando l'opportunità di provvedere alla chiusura della chiesa: si è ritenuto, pertanto, di interdirne l'uso.

LE DECISIONI

Chiusa la chiesa, il dirigente ha ritenuto opportuno procedere alla rimozione dell'attuale impalcatura, provvedendo alla realizzazione di un'apposita recinzione di sicurezza, da posizionare a debita distanza dalla facciata: è da prevedere, pertanto, che un'ampia porzione di marciapiede, compresa fra l'ex convento domenicano (oggi sede della casa circondariale femminile) e la villa comunale, sarà totalmente inibita al passeggio.

LE PROSPETTIVE

A questo punto resta da stabilire per quanto tempo, effettivamente, la chiesa resterà chiusa. Ed è proprio questo il mistero che rischia di protrarsi nel tempo. San Domenico, quando è aperta, è presa d'assalto dai visitatori grazie alla vicinanza con la villa comunale e la sua posizione a ridosso del centro storico. È anche sede di numerosi eventi, religiosi e non, nonché del Gruppo sindonico tranese, ospitando al suo interno due copie, in bianco e nero ed a colori, in grandezza naturale, della Sacra Sindone, nonché preziose tele settecentesche. L'importo notevole dei costi per la messa in sicurezza, sebbene non siano più a carico del Comune, non autorizza a prevedere tempi brevi: servirà non fare cadere nell'oblio la questione, limitandosi ad un nuovo presidio di sicurezza che non la risolverà, certo, in maniera strutturale.

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Il rettore della chiesa, don Mimmo de Toma, fa sapere che «tutte le iniziative previste durante il periodo natalizio si terranno regolarmente. Infatti, non vi è un pericolo immediato e la chiusura della chiesa, dall'8 gennaio, è una misura di estrema cautela, assunta di concerto con tutte le parti in causa».


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