Una storia di lunga data e che ha quasi dell'incredibile. È quella di una palazzina che non solo non si riesce a completare, ma, addirittura si è proprio scelto di non farlo fino a quando non vi saranno le condizioni oggettive per farlo, a cominciare da una graduatoria di persone aventi titolo ad occuparlo legittimamente.
Probabilmente, l'amara esperienza della casa natale di Giovanni Bovio sta insegnando ad agire con il freno a mano oltre modo tirato.
La storia è quella della palazzina in fase di edificazione, in via Grecia, che dovrà ospitare 23 famiglie a basso reddito nell'ambito del contratto di quartiere Sant'Angelo, che parte dall'ormai lontano 2004, con il progetto complessivo che avrebbe dovuto trasformare e valorizzare l'ex zona 167. La realizzazione dei 23 alloggi per utenze differenziate fu bandita nel 2010, con un importo a base d'asta di 3.100.000 euro. All'esito della procedura ad evidenza pubblica l'appalto fu aggiudicato alla Ianno costruzioni, di San Marco in Lamis, per un importo di 2.100.000 euro, oltre Iva. Il contratto veniva registrato l'8 maggio 2014, stabilendo un termine di 478 giorni consecutivi per la realizzazione dei lavori, che si sarebbero dovuti ultimare il 10 settembre 2015.
PROROGHE SU PROROGHE
Quello stesso giorno, però, il dirigente dell'Area lavori pubblici approvò una proroga di 90 giorni, fissando così la nuova scadenza dei lavori al 9 dicembre 2015. Ben oltre quella data, il 30 dicembre, fu approvata una seconda concessione di proroga di ben 210 giorni, stabilendo così la nuova data di ultimazione dei lavori al 6 luglio 2016. Il 22 giugno 2016 la figura apicale dell'Ufficio tecnico sottoscriveva con la società un verbale di sospensione dei lavori, con l'obiettivo di procedere ad un aggiornamento tecnologico del progetto esecutivo. E, così, il 15 luglio 2016 veniva autorizzata ed il 2 settembre approvata la perizia suppletiva e variante ai sensi di legge. Venute meno le motivazioni che avevano determinato la sospensione dei lavori, con un verbale del 27 settembre il direttore dei lavori formalizzava la ripresa degli stessi. La loro ultimazione veniva fissata, in 120 giorni, al 24 febbraio 2017, ma anche questa data è stata disattesa.
«IL MINISTERO NON PAGA»
Il motivo lo illustra, in una nuova determinazione, il dirigente dell'Area lavori pubblici, Giovanni Didonna: «Ad oggi - vi si legge - non è pervenuta alcuna erogazione, da parte del ministero, relativamente all'attuazione del programma sperimentale. Il 10 maggio è stato redatto un verbale di constatazione, in contraddittorio con l'impresa appaltatrice, dal quale si rileva che le lavorazioni e le attività di cantiere risultano, di fatto, sospese, da parte della stessa, richiamando quanto disposto dal codice civile». Lo scorso 12 luglio l'impresa ha ribadito, con una nuova comunicazione, il perdurare dei ritardi di pagamento di lavori regolarmente contabilizzati con gli stati di avanzamento degli stessi. Tale circostanza ha richiesto il riconoscimento di un'ulteriore, congrua proroga, per la loro ultimazione.
«EVITARE GLI ABUSIVI»
Nel frattempo, peraltro, «l'amministrazione non ha ancora completato l'iter amministrativo per la compilazione della graduatoria degli aventi diritto all'assegnazione degli alloggi», dà atto il provvedimento del dirigente facendo comprendere che, paradossalmente, non vi è alcuna fretta di completare l'opera. Al contrario, l'ultimazione dei lavori aprirebbe «evidenti problemi relativi alla legittima consegna delle opere da parte dell'impresa appaltatrice - si legge ancora nel provvedimento, esponendo l'immobile a potenziali rischi di danneggiamento dei beni per mancata manutenzione, furti, atti vandalici, occupazioni abusive».
GLI ULTIMI TRE MESI?
È così arrivata una nuova, ulteriore, proroga fissando la nuova consegna dei lavori al 10 febbraio 2018, vale a dire a 90 giorni di distanza dalla data della relativa determinazione dirigenziale. Si aprono le scommesse per verificare, da qui a tre mesi, se vi saranno taglio del nastro, e conseguente ingresso dei legittimi assegnatari di quegli appartamenti, ovvero l'ennesima proroga per prendersi l'ennesimo tempo.

