C'è anche una maxi richiesta di risarcimento danni, quasi 200.000 euro, a margine del caso della palazzina tuttora incompiuta di via Grecia, destinata a 23 famiglie a basso reddito nell'ambito del contratto di quartiere Sant'Angelo.
Infatti, è di impatto oltre modo rilevante la richiesta da parte di un cittadino, O.L., difeso dall' avvocato Anna D'Oronzo, per un risarcimento di 198.000 euro quale somma, dovuta e non corrisposta, derivante da emolumenti da lavoro subordinato alle dipendenze della società edile Ianno costruzioni, esecutrice di quei 23 alloggi per utenze differenziate, e piazzetta interna, nell'ambito della progettazione sperimentale, finanziata in questo caso dallo Stato, in quell'area periferica della città.
La citazione è anche nei confronti del Comune di Trani, ritenuto in subordine responsabile in solido in quanto stazione appaltante che ha aggiudicato alla stessa Ianno costruzioni la realizzazione della palazzina. Il Comune di Trani si è inevitabilmente costituito nel giudizio, affidando l'incarico della difesa dell'ente all'avvocato Michele Capurso, responsabile dell'Ufficio legale. Palazzo di città dovrà chiarire di non avere alcun ruolo in un problema che sembra esclusivamente di carattere lavorativo tra un'azienda ed un suo dipendente.
Probabile punto nodale della vicenda, come già richiamato in altro spazio, la circostanza per cui, ad oggi, non è pervenuta alcuna erogazione, da parte del ministero, relativamente all'attuazione del programma sperimentale. L'impresa ha ribadito il perdurare dei ritardi di pagamento di lavori regolarmente contabilizzati con gli stati di avanzamento degli stessi. E tale circostanza, se da una parte ha richiesto il riconoscimento di un'ulteriore, congrua proroga, per la loro ultimazione, dall'altra ha innescato il giudizio da parte del dipendente.

